La regola del gioco (2014)

23/06/2015 by Renato Volpone
2014, Biografia, Crimine, Drammatico, Film Americani, Mystery, Recensioni, Stati Uniti, Thriller divider image
La regola del gioco (2014)

Quanto costa dire la verità?

Gary Webb, un giornalista del San José Mercury News pubblico nel 1996 un reportage “dark alliance” nel quale descriveva un traffico di droga e armi tra il Salvador e gli Stati Uniti organizzato dalla CIA e del quale il governo aveva conoscenza. Milioni di dollari di cocaina venivano importati e distribuiti da grandi spacciatori assoldati dal Governo, l’incasso serviva per fornire armi ai Contras guerriglieri del Salvador. Quel reportage, che riportava fatti realmente accaduti, provocò uno scossone nell’opinione pubblica americana, ma venne subito insabbiato. Le ammissioni del Governo uscirono in sordina coperte dall’affare Lewinsky ovvero il “sexgate”, molto più appetibile per l’opinione pubblica. Molti giovani neri statunitensi furono arrestati o morirono in conseguenza di quell’operazione, per non parlare dei riflessi politici in Sud America. Gary Webb, l’ultimo vero giornalista, a rischio suo e della sua famiglia pubblicò quel resoconto nonostante le pressioni che ricevette per non farlo e continuò la sua ricerca. Fu premiato come “Journalist of the year”, ma fu solo l’ultimo atto di un gioco ipocrita che lo mise in disparte per vederlo sette anni dopo morire suicida con “due colpi di pistola alla testa”.

Michael Cuesta racconta quella storia di “verità” e lo fa costruendo un magnifico giallo pieno di suspense. Jeremy Renner è perfetto nel ruolo, in un racconto coinvolgente e sconvolgente. Il potere, quel potere che prima attrae, poi domina e infine divora, non può permettere alla verità di raggiungere la sua meta e i mezzi per fermarla sono subdoli e violenti. Dapprima fievoli convincimenti, poi esplicite minacce, fino al fango buttato sul vittima predestinata come fosse il più pericoloso dei colpevoli.

Il film è una perfetta descrizione di come si può distruggere una persona per sbarazzarsi della sua scomoda presenza. I media sono lo strumento di tortura ideale, assolutamente perfetto, per castrare le aspettative di ribellione e di libertà. Dopo questo film, se prima se ne era consapevoli, si guarda al mondo delle notizie con diffidenza, anzi, forse non le si guarda neanche più, perché viene meno la fiducia nel solido “potere” e si vede scomparire anche il più fievole alito di libertà.

Davvero sconvolgente. Assolutamente da non perdere (visto in lingua originale).

Voto:4.5 stelle

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