Pesaro 49 – La sagrada familia (2005)

02/08/2013 by Roberto Matteucci
2000 - 2009, Cile, Drammatico, Film Americani, Pesaro Film Festival, Recensioni, Speciale festival di... divider image
La sagrada familia (2005)

“Gli piace parlare. Parlare e ascoltare se stesso”.

Nel 1990 il potere di Pinochet è finito. Il Cile lentamente ma in modo indolore inizia la pacificazione. La società cilena sta cambiando, cresciuta economicamente con le strategie politiche di Pinochet, ora si trova a dover gestire un benessere crescente. Il risultato è ambivalente, di fronte a una nuova agiatezza, la borghesia cilena sfoggia la sua grettezza e meschinità. Il regista cileno Sebastián Lelio nel 2005 La Sagrada Familia ci narra le avventure di una famiglia di un ricco architetto di Santiago. Il tempo della storia è limitato, siamo nella settimana santa di Pasqua, dal venerdì alla domenica. La famiglia dell’architetto Marco, con la moglie e il figlio trascorre la festività pasquale per tradizione in un’attraente villa sul mare. Il figlio ha invitato anche la sua fidanzata, una ragazza esuberante con studi di teatro. Nelle case vicine ci sono anche gli amici del giovane. In una risiede una bella ragazza sofferente di mutismo selettivo. Non parla, ma non ha dei difetti fisici, preferisce il silenzio per scelta. In una altra c’è una coppia di amici di studi, omosessuali. Mentre la madre è costretta ad allontanarsi da casa per aiutare un’amica, il figlio e la morosa rimangono con il padre. Il padre è un uomo affascinante, brillante, un conversatore efficace, un esperto e bevitore di buoni vini, ha successo nel suo lavoro di architetto. Sa affrontare le situazioni con volontà. Questo forte carattere provoca una sottomissione del figlio: “Gli piace parlare. Parlare e ascoltare se stesso”.

Il film è girato con una camera in prevalenza a mano, con il classico effetto d’immagini agitate e tremolanti. L’inquadratura è tagliata, parziale. Il tono è quello del filmino della prima comunione, il regista lo predilige per esaltare la naturalezza dei personaggi. I caratteri rappresentano la natura circostante.Pesaro Film Festival 49

La pellicola è girata con dei lunghi piano sequenza, senza montaggio, basandosi di dialoghi pretestuosi. I due esiti, immagini incerte, lente e minimaliste unite con dei dialoghi a volte serrati producono un film giovanile, una produzione limitata basata sull’accentuazione di forme violente. Abbiamo un primo piano della fidanzata, un volto dubbioso. Il suo ragazzo si sta masturbando ma non lo vediamo. Mentre osserviamo il fastidio quando il getto di sperma gli colpisce il viso. Lo stesso avviene per i due ragazzi omosessuali. Hanno un rapporto sessuale ma non creare armonia, anzi sfocia in un disagio sociale fra i due. L’attacco epilettico è il simbolo di un mondo modificato velocemente. Qualcuno rimane eternamente indietro ed è sempre il più debole: “ti diverti a prendere in giro Dio.” In questa situazione familiare, il malessere scoppiato dalla presenza della fidanzata è solo uno specchietto finto. Prima o poi sarebbe successo. Entrambi i due mondi stanno per deflagrare. Da una parte la tradizione della famiglia cilena: “In Cile siamo tutti cattolici.” Dall’altra la finta predisposizione new age della ragazza: “Vuoi che ti legga I Ching?” Appaiono opposti, diversi, in realtà sono uguali, sono lo stesso mondo. Il figlio lo comprenderà in maniera drammatica. Sarà testimone di un episodio sconvolgente. Di fronte al trauma preferisce allontanarsi dal mondo. Se l’amica si è rinchiusa in un mutismo selettivo, egli fugge scegliendo l’incertezza della vita.

È una pellicola di produzione limitata, costruita dal regista come un film di genere. Minimalismo, sublimazione del particolare, personaggi edificati come copie, dialoghi nobili ma totalmente irreali. Tutto questo mostra la facezia della borghesia cilena. Il finale è fintamente drastico per evidenziare il crollo della menzogna. La tragedia della coppia omosessuale ha la stessa energia di quella della casa. A tutto si aggiunge la cornice pasquale. Il ritmo dei tre giorni è simbolico. L’atteggiamento fra padre e figlio è collegato con il periodo, come il finale riparatore, la resurrezione avviene per la fuga di fronte alla cattiveria della gente. Il risultato è somigliare e un film italiano … e non è un complimento.

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