La teoria del tutto (2014)

20/03/2015 by Renato Volpone
2014, Biografia, Drammatico, Film Europei, Gran Bretagna, Recensioni, Romantico divider image
La teoria del tutto (2014)

Stephen Hawking ovvero l’istinto, l’immaginazione e la teoria dimostrata. Un uomo, scienziato, con l’umiltà e la sapienza di confutare le proprie tesi, sviluppate e dimostrate con metodi fisici e matematici. Un genio nonostante tutto, nonostante la malattia, nonostante la propria coscienza.

Il film non pone l’accento sulle scoperte e sulle teorie scientifiche dello studioso, va oltre, entra nell’intimo della sua vita e della sua anima. Su tutto primeggia la “malattia” anch’essa rivoluzionaria come il suo ammalato: al comparire della presunta “malattia del motoneurone” i medici gli diedero due anni di vita, ma lui è ancora in vita dopo oltre cinquant’anni. La scienza deve essere rivoluzionaria, una lotta, una battaglia infinita anche contro le proprie convinzioni, così, come la teoria della nascita dell’universo che dal nulla passa allo spazio infinito. La malattia cambia il suo decorso e gli permette di fare tre figli e di avere con grande charme anche lo spirito seduttivo di un casanova. Ma la certezza nella scienza e nelle sue possibilità lo rendono irresistibile, tanto da voler sacrificare la propria esistenza per restargli vicino. Jane Wilde, la prima moglie, dimostra come una donna sappia donare tutta se stessa all’uomo che ama, abbandonando anche i propri desideri e le proprie aspirazioni. Elaine Mason, l’infermiera personale che diventerà la sua seconda moglie, che lo aiuta ad imparare di nuovo a comunicare. Jonathan Jones, l’amico di famiglia e secondo marito di Jane, che entra in un mondo difficile, ma affascinante sotto tutti i punti di vista. Sembra quasi impossibile tutto ciò, eppure, come tutto quello che è accaduto nella vita di Hawking, è possibile il tutto e il contrario di tutto. Sopra questo vigila l’importanza della più grande curiosità dello scienziato: il suo approccio verso Dio e la religione che pone alla scienza il dovere di dimostrarne o confutarne l’esistenza. Splendido Eddie Redmayne nella sua interpretazione, ma anche tutti gli altri, in un film che sembra il racconto di una grande storia d’amore, con una bella fotografia, musiche appropriate e una perfetta ricostruzione storica, ma che invece, ed è ciò che più conta, lascia il beneficio del dubbio, dell’esistenza della possibilità che qualcosa sia diverso dalle radicate convinzioni.

Alla società che crede di essere arrivata alla soluzione di tutte le equazioni si pone un punto e a capo perché il futuro può cambiare e rovesciare completamente questi scenari aprendo una finestra e offrendo una boccata d’aria a questo “moderno medio evo”.

Visto in lingua originale

Voto:4.5 stelle

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