L’altra città (Short,2011)

04/02/2012 by Marinella
2011, Cinema indipendente, Drammatico, Film Europei, I vostri corti, Italia, Recensioni divider image
L'altra città (Short,2011)

Una storia semplice. Già sentita. Già raccontata. Una storia di corruzione, di sogni rubati e ali strappate, di una libertà troppo lontana da poter essere ritenuta tale e il coraggio, quello che nel corso degli anni non è mancato a molte persone, di raccontare la verità, una verità scomoda che incute timore. Una verità che ha ucciso e che tutt’ora, nel silenzio di città apparentemente normali, uccide ancora e forse, ucciderà sempre…

Antonio Esposito racconta, in un tempo decisamente ristretto una storia intensa che non brilla certo per originalità, ma il messaggio che ne scaturisce è comunque forte e significativo e anche se solo nell’arco della sua durata, fa riflettere su un modo di vivere al quale forse ci siamo ormai abituati perchè facente parte del quotidiano, un quotidiano che non appartiene di certo a tutti ed è proprio questo che ci porta troppo spesso a dimenticare e che ci lascia indifferenti. Il sapore di una vita “libera” è sicuramente più piacevole rispetto a quello amaro di una vita “costretta” a catene… per volere e non, o semplicemente per paura.

“L’altra città” è una storia di denuncia contro un male che da sempre ha comprato persone e ne ha deciso il volere e di storie così ne sono state raccontate tante, di uomini e donne che hanno combattuto contro questo cancro e ne hanno pagato direttamente le conseguenze con la vita. Tante raccontate e molte taciute, ma tutte tragicamente uguali e spietate.

A voler dire la verità in questo corto di 20 min (del quale è prevista la versione estesa a 28 min) è Giovanni Pirrone, interpretato da Gianluca Scuotto che riesce ad esprimere ogni sentimento, dalla convinzione al ripensamento, dalla paura alla voglia di andare avanti, in maniera naturale, senza sforzi e sbavature. Aiutato e supportato da Laura Balbi, una figura determinata interpretata da una brava, anche se più sul finale, dove riprende il controllo di una situazione che in alcuni casi è un po’ scappata di mano, Assia Favillo risultando effettivamente vera e toccante. Buone anche le interpretazioni di Fabio Turco nel ruolo del “Dio” del quartiere – molto credibile – e quella di Antonio Bruno nella parte del direttore.

Un film che nonostante la durata mostra tutto, ogni singolo passaggio di una realtà marcia e letale dove il silenzio è l’unica cosa che non cambia la vita… ma la prolunga.

Antonio Esposito è un regista che ha scelto, nei suoi lavori, di parlare dei problemi che spesso e volentieri affliggono la società o di situazioni comuni (amore/amicizia) e in molti pensano che questa sia la via più semplice per andare avanti, quella più comoda per ottenere riscontri positivi, sia dalla critica che dal pubblico, specie nel primo caso e forse a volte è davvero così, ma credo anche che dipenda molto dalle persone che prendono questa decisione e non tutti lo fanno per comodità e senza fatica alcuna, c’è chi ci crede e chi si interessa e Antonio Esposito fa parte di chi ci crede e di chi ha la sensibilità per parlare, parafrasando una frase de “L’altra città”, di luoghi comuni, in   maniera anche semplice ma sicuramente comprensibile.

Il film “L’altra città” sarà pronto probabilmente per gennaio e spero che ad apprezzare questo lavoro sarete in tanti perchè a volte basta poco per provare qualcosa e non importa quanto duri, ma che lo si provi.

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Voto:

[ Marinella Landi – www.nonsologore.it ]




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