L’amore che resta – Restless (2011)

05/01/2012 by Luca
2011, Drammatico, Film Americani, Stati Uniti divider image
L'amore che resta (2011)

L’amore che resta è una storia di negazione ed accettazione del dolore: Annabel (Mia Wasikowska) è ragazza affetta da un tumore al cervello e con pochi mesi di vita; Enoch (Henry Hopper) si è risvegliato da un coma di tre mesi e ha scoperto che i suoi genitori sono morti in un incidente stradale.

Se Annabel soffre o prova angoscia per la sua condizione non è dato saperlo. Anzi, man mano che il tempo passa, la ragazza è avvolta in un’aura di beatutine romantica, in una tranquilla accettazione del fato, tra abiti ed oggetti vintage, lo studio degli uccelli e la passione per Darwin. Saggia e un po’ infantile, Annabel ha deciso di riempire le sue giornate rimanenti con la bellezza e la felicità, e tutto ciò che minaccia di distruggere quello stato d’animo è bandito.

L’incontro con Enoch avviene ad un funerale: il ragazzo, il cui coma gli ha impedito di essere presente alla sepoltura dei genitori, s’imbuca ai funerali di sconosciuti per poter capire il dolore dei parenti ed eventualmente assimilarne un po’. La sua vita si è fermata a prima dell’incidente: espulso da scuola dopo una rissa, ha come unico ‘amico’ il fantasma di un giapponese, Hiroshi, morto kamikaze nella Seconda Guerra Mondiale. Hiroshi a volte sembra un po’ geloso della relazione del suo amico con Annabel, ma funziona anche come consigliere saggio e fedele di Enoch sui misteri della vita e della morte, una sorta di Grillo Parlante dell’aldilà. In qualche modo Enoch dovrà, in rapida successione, affezionarsi ad Annabel e prepararsi a lasciarla andare, insieme ai suoi genitori e a tutta la rabbia per l’impotenza accumulata dentro di lui.

Dopo la parentesi biopic di Milk, Gus Van Sant torna su temi più conosciuti, gli adolescenti e la morte (Elephant, Paranoid Park). Il regista mette in scena un dramma romantico ed emozionante che scava nei temi potenti della morte e del lutto. Svincolandosi però dai dogmi del genere, narra il dramma senza il dramma, descrivendo due personaggi eterei. Pur essendo un film sul cancro, la malattia è quasi estranea alla trama, e l’algida Wasikowska, col suo volto angelico e sbarazzino al tempo stesso, incarna un’apparente (?) inconsapevolezza, estrema difesa nei confronti di ciò che l’attende. Così, sia la storia d’amore che quella di morte sono accennate, ma non approfondite in pieno, e il regista cammina sul filo di questi due opposti.

Voto: 

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