L’assaut (2010)

03/04/2012 by Rosario
2010, Azione, Film Europei, Francia, Recensioni, Thriller divider image
L'assaut (2010)

Nel dicembre del 1994 (il 24 dicembre, per la precisione) quattro terroristi algerini della CIA sequestrarono, ad Algeri, un volo diretto a Parigi, con l’intenzione, accertata successivamente dall’inchiesta degli inquirenti, di farne un ordigno volante da abbattere sulla Torre Eiffel. L’attentato fallì (e se fosse riuscito, inutile dirlo, avrebbe anticipato l’11 settembre 2001), in quanto, durante un atterraggio a Marsiglia per rifornirsi di carburante, un commando delle forze speciali francesi, la GIGN, fece irruzione nell’aereo ed uccise i quattro terroristi. Tre passeggeri erano già morti ad Algeri, prima del decollo.

Julien Leclerq, che ricordiamo regista del cyberthriller Chrysalis, sceglie questa volta (scrivendo anche la sceneggiatura insieme con Simon Moutaïrou) una storia vera, da raccontare in maniera realistica. E quando diciamo realistica, intendiamo realistica sia dal punto di vista storiografico (l’unico personaggio inventato è quello dell’impiegata ministeriale Carole Jeanton, in bilico tra ambizione ed incoscienza, che intuirà comunque per prima le intenzioni degli Algerini, facendo in modo che le Alte Sfere decidano di non consentire la partenza da Marsiglia del volo) sia dal punto di vista psicologico. Insomma, una vicenda che in mano a gente come Menahem Golan si sarebbe trasformata in un nuovo capitolo della saga di Delta Force, diventa, nelle mani di un Francese non ossessionato dall’emulazione dell’action americano (come sempre più spesso ci capita di vedere di recente, anche con risultati non disprezzabili), un film che poco concede all’azione (se non negli ultimi tesissimi 15 minuti), attento come è alle motivazioni ed alle emozioni di tutti (dal protagonista, Thierry, ovvero l’antitesi di un Chuck Norris, alla moglie di lui, Claire, che sembra convivere in costante compagnia di un presagio di morte, fino ai terroristi), sebbene, quasi a mantenere le distanze per evitare patetismi melò, la fotografia sia desaturata al massimo.

Potremmo avanzare qualche riserva sullo stile adottato, fatto di macchina a mano, zoom a vista e sfocature, come se il Greengrass style fosse l’unico utilizzabile per operazioni del genere (ma è evidente che la pellicola di riferimento sia United 93), ma va altresì riconosciuto a Leclerq l’intelligente scelta di utilizzare le vere immagini dell’assalto finale (che in Francia furono trasmesse in diretta e seguite da circa 21 milioni di telespettatori), facendo sì che quanto da lui girato all’interno del velivolo finisca con l’essere il “Fuori Campo della Storia”, e che lo sia più esplicitamente di quanto avvenga quando ad essere ricostruito è un intero episodio di cronaca.

Venti minuti finali che ricordano, per intuizione, l’inquadratura di Munich di Steven Spielberg in cui nella finzione vediamo (sfocato e di spalle) un membro di Settembre Nero uscire fuori dal balcone dell’Hotel dove tengono in ostaggio gli atleti, mentre la TV rimanda l’immagine vera, storica, di quel momento.

Disponibili i sottotitoli in italiano.

Voto:

IMDb ♦ Mymovies ♦ Opensubtitles 




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