Le donne del sesto piano (2010)

19/03/2012 by Maurizio
2010, César, Commedia, Film Europei, Francia, Recensioni divider image
Le donne del sesto piano

Jean-Louis Jobert, uomo facoltoso ed esperto finanziario conduce un’esistenza grigia e piatta. Vive insieme a sua moglia Suzanne e riceve sporadiche visite da parte dei figli che studiano in collegio. Al sesto piano del medesimo palazzo dove abita Jean-Louis e consorte, vive un gruppo di signore spagnole che presta servizio presso abitazioni altolocate. Ognuna di loro ha una stanzetta angusta e priva di bagno (quello è in comune, senza acqua calda e per di più otturato). Jean-Louis non si accorge di loro fin quando la moglie non licenzia la sua governante bretone. A sostituirla è la giovane nipote di una delle spagnole, Maria, giunta da poco da Burgos. Jean-Louis inizierà ad interessarsi a lei e di conseguenza alla vita delle altre governanti, decidendo così, di aiutarle di fronte alle difficoltà quotidiane.

Philippe Le Guay dirige un film corale e al femminile, con tocco leggero affronta temi molto importanti come il confronto di classi differenti e di quella seconda possibilità che ognuno di noi ha di rifarsi una vita. Con delicatezza e infinita sensibilità, il regista aiuta a far riflettere sul tema dell’immigrazione e sulla sofferenza provocata dalla dittatura franchista. E’ palese il confronto tra una Spagna sanguinante, sottomessa ad una terribile dittatura e una Francia gollista.

Tante donne spagnole sono emigrate, prendendo il posto delle governanti bretoni che, per l’età avanzata o modi di fare legati al passato, si allontanano dal servizio, come accade nel film. Per giunta, come viene sottolineato dalle amiche di Suzanne, perfetto ritratto di quella borghesia arricchita, altezzosa e sprezzante, le spagnole non hanno molte pretese, solo andare a messa la domenica, “alla funzione delle 6 del mattino”.

Fa quasi tenerezza il protagonista la cui ingenuità trapela fin da subito. Dopo un iniziale e distaccato rapporto con la sua governante e le altre, si scioglie liberandosi da quelle catene borghesi fatte di conformismo e perbenismo. Egli riscopre l’allegria, la felicità fatta di piccoli gesti, la solidarietà, e il forte sentimento quale è l’amore. La sua vita viene scossa positivamente da questo esuberante gruppo di spagnole, che sono “donne incredibili, lavoratrici instancabili e coraggiose”.

Fabrice Luchini, le cui espressioni mutano senza traumi, dal malinconico al divertito, dà prova di essere un grande attore come lo aveva già dimostrato in Confidenze troppo intime. Trasmette il disagio dovuto alla non comprensione di un mondo da lui totalmente sconosciuto, ma anche la spensieratezza che sopraggiunge quando inizia a conoscere gli usi e i costumi delle donne. Egli diventa vulnerabile alla vivacità contaggiosa dal gusto di paeia fumante di queste donne il cui sorriso è sempre sui loro volti, che si sacrificano e lavorano duro pur di realizzare un sogno, seppur piccolo.

A capeggiare la chiassosa comunità che balla e canta mentre fa le faccende domestiche è la magnifica Carmen Maura, celebre musa di Pedro Almodòvar, nel ruolo della zia di Maria, che sopporta i tradimenti del marito lasciato in Spagna per costruire la sua casa e il suo bagno da sogno. Poi c’è la militante Carmen (Lola Dueñas), la pia Dolores (Berta Ojea), la platinata Teresa (Nuria Sole) e la remissiva Pilar (Concha Galán). E poi c’è la delicata, ma forte Maria, Natalia Verbeke, deliziosa nel ruolo di governante che non si fa calpestare i piedi da nessuno.

Insomma, vengono scattati dei ritratti distintivi: il meticoloso e metodico signorotto borghese che ha per moglie una svogliata donna i cui impegni quotidiani sono incontri filantropici e partite di bridge con amiche pettegole e superbe, signore emigrate per sfuggire alla sottomissione del proprio paese, ma che subiscono, ad ogni modo, un’altra forma di sottomissione, seppur retribuita.

Convince molto questo film perché si mettono a confronto due mondi distinti, eppure molto vicini (almeno geograficamente parlando). L’uno rigido e sospettoso, l’altro generoso e accogliente. Due mondi che vivono costantemente l’uno accanto all’altro, ma sono incapaci di comunicare e confrontarsi. E’ una pellicola divertente, ma con venature drammatiche. Le donne del sesto piano risulta essere un’ottima commedia che avvolge il pubblico facendolo sorride, ma con un pizzico di amarezza.

  • Cesar 2012: miglior attrice non protagonista (Carmen Maura)

Voto: 

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3 Responses to Le donne del sesto piano (2010)

  • Questo film è un invito garbato a guardare tutto e tutti con gli occhi del cuore al di là di ogni pregiudizio.Alle badanti straniere che accudiscono i nostri anziani con calore umano, che badano ai nostri bimbi e tengono le nostre case in ordine un abbraccio amichevole e un sorriso che attenui, se possibile, la nostalgia per le loro famiglie lontane

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    • 04/04/2012 alle 15:37

      maria giorgia

      Hai perfettamente ragione Renata. Vedere questo film ti diverte, ma senti al contempo, un morso al cuore.

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  • Sono d’accordo!

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