Le pellicole più azzardate – Runner Runner

28/08/2012 by Pietro de Luca
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Nonostante le polemiche che i film sul gioco d’azzardo hanno suscitato nell’ultimo periodo, sempre più numerosi sono i registi che scelgono questo soggetto per le loro pellicole cinematografiche. Del resto Hollywood dà al suo pubblico quello che vuole, e gli scontri al tavolo verde hanno ottenuto in questi ultimi anni un successo strepitoso.

Ultimo ritrovato, e attesissimo dagli appassionati, è Runner Runner, interpretato da Ben Affleck e Justin Timberlake. Poche le informazioni che lo riguardano, ma non temete, non vi servirà una buona guida sul texas hold’em per poterlo guardare.

A muovere le fila della trama, questa volta, è il poker online, con il giovane Timberlake che pare interpreterà un talento emergente a cui Affleck, ricco magnate, fornirà la sua convinta ma ambigua protezione, iniziando con lui un rapporto difficile da districare. Ad andare in scena, a dispetto di scale reali e tris di assi, non è il poker ma la commedia umana, a cui il gioco fa solo da sfondo.

Dinamiche sociali e personali, nate con l’uomo stesso, sulle quali il cinema torna a riflettere grazie a un mondo come quello del poker, sempre affollato di personaggi al bivio tra vizio e virtù, alle cui storie la cronaca ci ha ormai abituato da tempo. Un argomento che si presta ad interpretazioni scanzonate e divertenti, come quella proposta da Maverick nel 1994, o più serie, se si pensa a Poker generation, film italiano dell’emergente Gianluca Mingotto.

Se con Ben Maverick, interpretato da Mel Gibson, Richard Donner proponeva al suo pubblico un personaggio scaltro e furbo, la cui storia è occasione per ritornare al genere western, con inseguimenti, sparatorie, e gag a limite del comico, Mingotto racconta una storia di redenzione, quella di un’intera famiglia che attraverso il gioco riesce ad emergere da una situazione di degrado.

Tony (Andrea Montovoli) e Filo (Piero Cardano) sono due fratelli appassionati di poker, il primo sicuro di sé, cresciuto coi modelli maschili proposti dai film di mafia; il secondo, al contrario, semi-autistico, è calato in un mondo di incertezze e insicurezze, fomentato da una propensione all’analisi maniacale della realtà. In comune non hanno niente, se non l’amore per la sorella Maria, che li conduce a Milano in cerca di soldi, guadagnati poi al tavolo verde, per pagare le cure necessarie richieste dalla grave malattia che affligge la piccola.

Un film controverso sui valori della famiglia presentati attraverso un gioco d’azzardo, che inevitabilmente ha suscitato aspre critiche e polemiche, fino alla richiesta di vietarlo ai minori di 18 anni. Del resto, in questo senso andava anche la prima fortunata pellicola che ha portato sul grande schermo il poker moderno: The Rounders. Film del 1998 interpretato da Matt Damon per la regia di John Dall, il cui successo, nel 2014, ci condurrà all’ennesimo e forse scontatissimo sequel.




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