Lei (2013)

19/03/2014 by Paolo Carburi
2013, Drammatico, Film Americani, In uscita in Italia, Recensioni, Romantico, Sci-Fi, Stati Uniti divider image
Lei (2013)

Sarebbero tanti gli aggettivi con i quali poter descrivere questo film ma ne scelgo solo uno: straordinario. Spike Jonze monta un capolavoro del Cinema Mondiale e anche se non so se farà la storia so che questo film è per adesso, è per la nostra contemporaneità, è per l’oggi che stiamo vivendo.

In una società proiettata nel futuro prossimo Theodore è un burocrate dei sentimenti: le persone delegano ad aziende specializzate la scrittura di lettere ai cari; lui è uno di quelli che scrivono. Il mondo intorno a lui è informatizzato poco più che il nostro: lo smartphone, come altre tecnologie, funziona per comandi vocali e i videogiochi sono estremamente interattivi (siamo tanto lontano da questo?). Ad un  certo punto un’azienda crea un sistema operativo nuovo che non solo fa tutto quello che fanno gli altri ma è capace di “vivere” e interagire perfettamente con il suo nuovo proprietario. E’ un intelligenza artificiale capace di parlare, capire, emozionare colui o colei che stanno nel mondo reale.  Il nuovo sistema operativo, inoltre, cresce e sviluppa nuove forme d’intelligenza rapportandosi col mondo esterno trasformando se stesso e ciò che lo circonda. Theodore acquista l’OS e rimane folgorato dalla capacità di quest’ultimo di capirlo, coccolarlo, emozionarlo. Theodore in poco tempo s’innamora.

Qui parte una cosa straordinaria e, a parer mio, il motivo per cui si può considerare la pellicola un capolavoro: lo spettatore non è passivo perché il film non è più tale ma diventa esperienza. Il nostro protagonista (interpretato da uno straordinario Joaquin Phoenix) ci porta con se nel suo percorso assurdo, ci fa emozionare, ci fa riflettere e con lui cadiamo, ci rialziamo, soffriamo, ridiamo in questa esperienza di relazione con un sistema operativo che coscientemente sappiamo essere assurda. Eppure stiamo lì, stiamo con lui, con le sue paure, con i suoi sbagli con quel modo che ci sa naturale di non giudicarlo mai, fino alla fine. Per questo “Her”, meglio chiamarlo così, è secondo me un capolavoro.

Della storia poi possiamo dire tanto. Prima di tutto che è ritagliata magistralmente ( meritatissimo l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale) e in secondo luogo che ci racconta un Noi fra 20 anni mettendoci in guardia con l’arte semplice del racconto. Siamo già in un mondo continuamente collegato al mondo virtuale, continuamente in chat, continuamente a parlare con persone che spesso non conosciamo ma alla fine, e il film lo racconta, siamo estremamente soli, svuotati da quei contatti umani che ci elevano allo stato di uomini e che ci differenzia dalle macchine.

Chiudendo: io personalmente ho visto la versione in Italiano e posso dire che Micaela Ramazzotti ha fatto un lavoro magistrale nella parte della voce dell’OS; allo stesso tempo chi l’ha visto in inglese dice che la Johasson, nella stessa parte, diventa irraggiungibile. Joaquin Phoenix è, ripeto, straordinario e molto presente nella parte risulta essere anche la miglior amica del protagonista interpretata da Amy Adams. Critiche particolari non ce ne sono e anche la fotografia è veramente favolosa.

Che dire: andate a vederlo.

Voto:4.5 stelle

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