Liberal arts (2012)

20/12/2012 by Luca
2012, Commedia, Drammatico, Film Americani, Recensioni, Stati Uniti divider image
Liberal Arts (2012)

Liberal arts, commedia indie sulla crescita, vede come protagonista Jesse (Josh Radnor), un consulente per l’ammissione all’università di NY, con la nostalgia dei bei vecchi tempi quando era un libero pensatore e scrittore in erba al college; proprio da lì arriva la telefonata di un suo ex-professore, Peter (Richard Jenkins), che gli chiede di fare un discorso alla sua cena di pensionamento.

Jesse quindi torna nel suo college, ritrova la sua vitalità e il suo entusiasmo, ed oltre a rivedere Peter e un’altra professoressa (Allison Janney) per cui aveva una cotta da giovane, fa la conoscenza di Dean (John Magaro), uno studente che gli ricorda un po’ se stesso, e soprattutto di Zibby (Elizabeth Olsen), una studentessa di teatro al secondo anno con cui Jesse trova immediatamente feeling  discutendo di libri, teatro, di vita.

Finito il weekend, Jesse torna a NY, Zibby gli regala un cd della sua musica classica preferita e gli fa promettere in cambio di scriverle una lettera; esattamente come si faceva da ragazzi con le prime cotte. Iniziano così un fitto scambio di missive, lei decisamente più propensa, lui un po’ restio, soprattutto per la differenza d’età – 16 anni – e per una timidezza di fondo. Su richiesta della ragazza, Jesse torna al campus a trovarla, più che mai confuso sui sentimenti che prova per lei.

Dopo aver esordito nel 2010 con Happythankyoumoreplease (mai uscito in Italia), Radnor fa il triplete ed oltre ad esserne il protagonista, firma anche la regia e la sceneggiatura di Liberal Arts. Il film ha alcuni personaggi secondari divertenti, il pensionato riluttante Jenkins, la cinica ed amorosa Janney, e Zac Efron nei panni dell’hippie del campus.

Olsen dimostra che la sua svolta ne La fuga di Martha non è stata un colpo di fortuna. Pur avendo qui un ruolo più convenzionale, dimostra di saper trovare la nota giusta per i suoi personaggi, e da a Zibby il giusto tono d’innocenza ed astuzia. Radnor invece si mantiene forse fin troppo ingenuo, chiuso nei suoi libri, come se non avesse vissuto molto dai suoi di 19 anni. Come gli dice Peter: ‘Da quando avevo 19 anni, non mi son mai sentito come se non li avessi. In fondo, nessuno si sente adulto’. Detto ciò, si ha la sensazione che alla sceneggiatura manchi qualcosa, che non sfrutti appieno le proprie potenzialità; non saprei definirlo, forse  non riesce a dare la giusta intensità al suo personaggio.

Presentato al Sundance 2012, il film è uscito negli USA a settembre, e non ci sono ancora notizie relative alla sua distribuzione in Italia.

Voto: Liberal arts (2012)

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