Venezia 69 – Lotus/Xiao He (2012)

14/09/2012 by Valeria Morini
2012, Cina, Drammatico, Film Asiatici, Gli esordi alla regia, Mostra del cinema di Venezia, Recensioni, Speciale festival di... divider image
Lotus/Xiao He (2012)

In Cina è tutt’altro che facile girare film indipendenti, slegati dai generi commerciali e critici nei confronti della società e del sistema. Del resto, non è nemmeno facile esprimere liberamente le proprie idee e restare coerenti con se stessi, specialmente se si è donne: lo sa bene la giovane protagonista di Lotus (Xiao He), folgorante opera prima della regista Liu Shu passata alla Settimana della Critica della 69esima mostra di Venezia. Porta il nome del fiore simbolo della cultura cinese ed è uno dei personaggi femminili più belli visti al cinema negli ultimi anni.

Loto è una venticinquenne colta e dalla mente libera, insegnante appassionata ma troppo anticonformista per la cittadina in cui vive: insegna ai suoi studenti che è più importante coltivare delle idee che pensare solo a passare gli esami, vuole vivere l’amore senza alcun condizionamento esterno – genitori compresi – e si sente soffocare in un luogo dove ogni suo piccolo ma ostinato tentativo di migliorare il mondo viene soffocato sul nascere. Non resta perciò che lasciare gli amati studenti ed emigrare a Pechino: lì le possibilità di fare nuove esperienze saranno molto più numerose. Ma purtroppo la realtà sarà infinitamente più dura, per una ragazza sola, senza soldi e che non vuole piegarsi a nessun compromesso.

Shu Liu ha realizzato questo piccolo grande film con le sue sole risorse, senza alcun contributo esterno: con pochi mezzi e qualche ingenuità, ma con grande coraggio, è riuscita a delineare lo splendido ritratto di una ribelle moderna di grandiosa purezza, che lotta silenziosamente contro l’ignoranza, l’asservimento politico, l’avidità di un mondo votato solo al denaro e, non ultimo, un maschilismo ancora insopportabile. Merito di una regia di cristallina semplicità ma anche dell’attrice protagonista, la giovane e superba Tan Zhuo che ci dona un’efficace intepretazione tra lacrime e sorrisi.

La Cina, con le sue contraddizioni e la carenza di democrazia e diritti umani che caratterizza l’attuale sistema politico, rappresenta certamente un caso estremo: ma nella vicenda di Loto sembra riflettersi anche la frustrazione di tanti giovani precari della società occidentale. Anche per questo, il finale, così surreale e crudele, è qualcosa che fa davvero male al cuore. Un film intimo e politico, autentico e sincero. Da vedere.

Voto:

IMDb ♦ Mymovies ♦ Opensubtitles

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