L’uomo di Londra (2007)

26/07/2012 by Rosario
2000 - 2009, Crimine, Drammatico, Film Europei, Francia, Germania, Mystery, Recensioni, Ungheria divider image
L'uomo di Londra (2007)

Di fronte ad autori come Béla Tarr i giudizi di critica e pubblico divergono pur utilizzando codici semantici simili. E’ ovvio che alla visione di un’opera quale Satantango (7 ore e mezza) il “due palle” del pubblico ed il “due palle + due” della critica non abbiano la stessa valenza. Scegliendo di adattare per il grande schermo un racconto di Georges Simenon (già all’origine di Il porto delle tentazioni diretto da Lance Confort nel 1946), il regista ungherese sembrava voler piegare la propria poetica alle esigenze di un pubblico più vasto (sensazione rafforzata anche dalla durata, 132 minuti, che è quella, ormai, di un qualsiasi blockbuster hollywoodiano). Niente affatto. Sono sì 132 minuti, ma costituiti da non più di trenta inquadrature, la maggior parte lunghi pianisequenza. In un bianco e nero wellesiano (la prima scena ricorda, sebbene in un’unico shot, l’incipit di Mr. Arkadin al molo Beverello di Napoli), Tarr continua a sfidare lo spettatore, estenuandolo con lenti movimenti di macchina e negandogli l’azione (l’omicidio del ladro avviene fuori campo come nella tragedia greca, ma senza neanche la soddisfazione dell’ekkuklema a mostrarci il cadavere) allo scopo di costringerlo ad indagare la psicologia dei personaggi. Ci riesce?

In Italia è passato solamente al Bergamo Film Festival, cosa normale per il suo genere poco commerciale; il regista, nonostante la sua tecnica così lenta nell’azione, ha ottenuto una nomination al Festaval di Cannes 2007 per la Palma d’Oro. Distribuito dalla Fortissimo Films
Artificial Eye e l’IFC Films, L’uomo di Londra è costato circa 4,3 milioni di euro. Disponibili i sottotitoli in inglese.

Voto:

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