Torino 30 – Maniac (2012)

26/11/2012 by Luca
2012, Crimine, Film Americani, Film Europei, Francia, Horror, Recensioni, Speciale festival di..., Stati Uniti, Thriller, Torino Film Festival divider image
Maniac (2012)

Remake di b-movie cult degli ’80, Maniac ci porta a vivere i disturbi di uno psicopatico con un’inquietante visione in soggettiva.

Frank (Elijah Wood) vive a Los Angeles e lavora in un negozio di manichini che ha ereditato dalla madre. Lo spettatore È Frank, vede quello che vede lui, ascolta i suoi pensieri, e soprattutto capisce fin dalle battute iniziali di essere nella testa di uno schizofrenico serial killer di giovani donne. A causa di traumi infantili (la madre era una prostituta/ninfomane che non aveva problemi a far assistere al figlio le sue performance), Frank è incapace di avere rapporti sentimentali e ogni volta che ha un’occasione, uccide la malcapitata di turno al primo segnale negativo, portandosi via lo scalpo, che successivamente attacca ad uno dei suoi manichini, identificando in quest’ultimo la vittima, ora docile e consenziente. A farne le spese sono Judi, Lucie, Jessica, che diventano parte del personale gabinetto degli orrori di Frank.

Una mattina si presenta in negozio Anna (Nora Arnezeder), un’artista francese che lavora con i manichini, e che vorrebbe prendere in prestito quelli di Frank per un’esposizione che sta realizzando. In breve si crea tra i due una forte sintonia, e Frank s’illude di aver trovato finalmente qualcuna che può capirlo. L’idillio dura poco, e quando scopre che Anna ha un ragazzo, l’assassino ricomincerà la sua personale creazione della famiglia felice, con conseguenze tragiche per Anna e chi le sta accanto.

Il regista Franck Khalfoun (-2 livello del terrore), sceglie di usare la visione in soggettiva come esperimento per portarci dentro la testa di Frank, vivendo la follia dal suo punto di vista; sulla carta una buona idea, e infatti ci sono alcune scene piuttosto ben riuscite, ma alla lunga, per tutta la durata del film, diventa pesante. Inoltre il regista fa delle eccezioni, e ci sono alcune piccole scene in terza persona che spezzano questa sperimentazione senza alcun motivo apparente, se non quello di far vedere il protagonista meglio che non in un riflesso.

Per contro, il regista riesce perfettamente nel creare un’atmosfera inquietante e claustrofobica, le scene dei pedinamenti e degli omicidi sono molto crude e violente e faranno impazzire i fan del genere. Buona la fotografia, che mostra spesso i sobborghi notturni di L.A.

Presentato a Cannes 2012 e recentemente al Torino Film Festival, non si sa ancora quando uscirà nelle sale italiane, ma tirando ad indovinare, ci farà compagnia in una calda serata di agosto.

In sunto, un lavoro low budget, ben realizzato, consigliato agli amanti del genere splatter ed horror.

Voto: 

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