Moliere in bicicletta (2013)

18/12/2013 by Renato Volpone
2013, Commedia, Drammatico, Film Europei, Francia, In uscita in Italia, Recensioni divider image
Moliere in bicicletta (2013)

Tutta francese questa delicata commedia, perché è un film francese, ma soprattutto perché parla di Moliere e della sua opera teatrale più difficile, se non la più famosa: il misantropo.

Il personaggio di Alceste, proclama i propri rigidi principi, e il suo ideale di un’umanità nobilitata dalla virtù, ma costruisce in sé un sentimento ed un atteggiamento d’odio totale e di sfiducia nei confronti del genere umano, diviene così antipatico e malfidente verso le altre persone: un misantropo appunto. Qui le figure di Alceste e di Filinte sono impersonate da Serge Tanneur (Fabrice Luchini) un attore che si è ritirato dalle scene e da Gauthier Valence (Lambert Wilson) che tenta di convincere il primo a tornare sul palcoscenico per interpretare il misantropo di Moliere. I due personaggi si rimbalzano le figure dei due protagonisti del romanzo incarnandone nella vita e sulla scena sia l’uno che l’altro a vicenda. Il gioco del regista e dello sceneggiatore è quello di trasferire la misantropia del personaggio dell’opera nella realtà, facendola incarnare una volta all’uno e una volta all’altro protagonista, così entrambi, o anche tutti gli altri personaggi che girano loro intorno, possono diventare odiosi e antipatici pur aspirando ad un mondo fatto di virtù ed elevata moralità. Il gioco dei sentimenti si fa sottile, l’amico tradisce, tutti comunque in qualche modo tradiscono le aspettative di chi sta loro intorno, scavando un fosso incolmabile. Il gioco tra i due protagonisti ha sullo sfondo uno scenario da sogno, l’ile de Ré, vicino a La Rochelle sulla costa Atlantica, piccole case costosissime e la semplicità della campagna francese. E’ qui che si costruiscono i personaggi provando e riprovando le parti, ora l’uno ora l’altro interpreteranno Alceste in un gioco letterario meraviglioso. Le citazioni dall’opera sono sempre legate al momento vissuto e il sentimento della finzione si trasferisce nel mondo reale. Meravigliosi anche i personaggi minori, come la ragazza attrice di film porno che reciterà una parte dell’opera incantando i due attori e il pubblico o l’italiana Francesca interpretata da una sempre splendida Maya Sansa. Il tutto per arrivare ad un finale imprevedibile e che non poteva essere diverso.

Le musiche, la fotografia e l’armonia dell’insieme, infine, offrono allo spettato un piacevolissimo spettacolo.

Voto: 4 stelle

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