Nebraska (2013)

31/01/2014 by Renato Volpone
2013, Avventura, Drammatico, Film Americani, In uscita in Italia, Recensioni, Speciale festival di..., Stati Uniti divider image
Nebraska (2013)

Questo film “on the road” ci conduce là dove il sogno americano s’infrange contro una bottiglia di birra, si scontra con i pettegolezzi di paese e affoga nel ricordo di una vita.

Siamo lontani dal viaggio a colori di Jack Kerouac verso l’avventura, qui la strada ci porta in un mondo grigio, in bianco e nero, proprio come il film. Non c’è speranza per i giovani, non c’è futuro. Nella vita e nella famiglia di Woody Grant tutto viaggia ad un ritmo lentissimo, quasi fermo davanti al televisore dove l’unico interesse sono le partite, ma anche qui persi nel silenzio, assenti di ogni emozione. Le parole non si spendono, vengono conservate nella cassaforte dei ricordi dove la tristezza ne conserva la combinazione. Il passato non si ha da sapere, da conoscere, solo la vecchia moglie di Woody ha ancora la forza di reagire, di confessare, sconfessare la falsa morale borghese. E si ride, di gusto, perché la vita vista così è ridicola, falsa come il miraggio di un milione di dollari che Woody insegue con tutte le sue energie, per avere un furgone tutto suo, un compressore e qualcosa da lasciare ai figli. Ecco a cosa serve essere milionari, ecco a cosa serve vivere.

Il film ci insegna perfettamente come la società moderna sia riuscita a sotterrare i sogni: la nostra vita ci appare come quel piccolo cimitero di campagna dove riposano le vergogne di una vita spesa male e i rimorsi di non averci provato. E per questo il film merita 5 stelle, anche se alcune scene perdono aderenza con la realtà, ma la fotografia e le immagini bellissime ci accompagnano in un mondo fatto di niente, strade vuote, modeste case, qualche bar e la vita che scorre sulle pagine del giornale locale anche solo con l’articolo del ritorno di un vecchio migrante. Lo smarrimento dei talenti, l’incomunicabilità, l’avidità indotta da una mesta pigrizia sono il frutto orrendo di una società moderna fondata sul falso mito del successo, del potere e del denaro. Un doveroso grazie a Alexander Payne per avercelo ricordato, con il sorriso.

Un film che TUTTI dovrebbero vedere e forse magari capire. Lo consiglio assolutamente in LINGUA ORIGINALE: vita uccide i sogni, i doppiatori sterminano i film così profondamente introspettivi.

Voto:4.5 stelle

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