Cannes 65 – No (2012)

02/06/2012 by Luca
2012, Cannes Film Festival, Cile, Drammatico, Film Americani, Gael García Bernal, Recensioni, Speciale festival di... divider image
No (2012)

Dopo Tony Manero e Post Mortem, Pablo Larrain completa la sua trilogia sul regime di Pinochet con No, che vede come protagonista la campagna referendaria del 1989, in cui la vittoria del no (appunto) riportò la democrazia nel paese.

Basato sul libro Referendum di Antoino Skarmeta, vede protagonista René Saavedra (Gael Garcia Bernal) un pubblicitario che vive da solo con il figlio, mentre l’ex-moglie, attivista di sinistra, ha una nuova famiglia. René viene avvicinato dal politico socialista Urrutia (Luis Gnecco), che lo convince a prendere parte alla campagna d’informazione televisiva per portare la gente dalla parte del No, mettendo fine alla dittatura di Pinochet; le forze del No hanno a disposizione 15 minuti al giorno, in fascia notturna, per trasmettere i propri spot e dibattiti, mentre il governo occupa tutto il resto.

René, avendo idee moderne ed incentrate sulla pubblicità, riesce a far desistere (pur con qualche remora) i propri clienti politici a trasmettere spot in cui si elencano le barbarie di Pinochet in favore di una campagna sulla felicità che la democrazia porterebbe, con un arcobaleno come simbolo. Quando le idee cominciano a prendere piede nella gente, il governo decide di usare toni denigratori nei confronti della parte del No, arrivando anche a minacciare René e i suoi collaboratori.

Nel frattempo il capo di René, Lucho Guzman (Alfredo Castro), viene reclutato dal regime per la sua campagna, e cerca di portare a lavorare con sé René, il quale però rifiuta. Così i due uomini di giorno continuano con il loro lavoro di promozione di soap opera e bevande analcoliche, e di notte si sfidano a colpi di spot e di tentativi di minare la campagna avversaria.

Ovviamente tratto da una storia vera, la pellicola di Larrain ha del potenziale, sulla carta, per essere il più commerciale della trilogia, sia per la storia trattata, sia per la presenza di Bernal tra il cast che porta visibilità in ambito internazionale. Purtroppo il regista ha preso la bizzarra decisione di filmare tutto in U-matic, lo standard televisivo del Cile negli anni ’80, e facendo pesante uso di materiale video dell’epoca. Le pellicole U-matic hanno un video di bassa qualità con rumore di fondo, colori saturi e mischiati, e una cattiva gestione della luce; si può capire l’intenzione del Larrain di creare un film ‘realistico’, ma la qualità del risultato, meramente dal punto di vista fisico’, può essere un’arma a doppio taglio in un’ottica di ampia distribuzione internazionale.

Qualità che, per fortuna, è sicuramente presente parlando di valore della pellicola: gli anni ’80 in Cile sono ben riportati in vita, e il materiale girato si mischia perfettamente con i video d’epoca. La tensione dell’epoca è pienamente descritta e rappresentata, ma viene accompagnata con alcuni momenti (involontariamente?) comici che hanno come punto centrale gli spot di una o dell’altra parte.

Un’opera meno onirica e surreale rispetto ai lavori precedenti di Larrain, che fa storcere un po’ il naso ai fan duri e puri, ma sicuramente più abbordabile per il grande pubblico. Buona l’interpretazione di Bernal, anche se non tra le migliori.

Il film è stato presentato in prima mondiale al festival di Cannes 2012, non ci sono ancora date di uscita nei vari paesi, quindi è sconosciuto sapere se e quando arriverà in Italia. Per ora non è disponibile neppure un trailer, quindi vi proponiamo un’intervista a Larrain e Bernal sul film.

Voto: 

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