Oblivion (2013)

10/04/2013 by Piergiorgio Ravasio
2013, Avventura, Azione, Film Americani, In uscita in Italia, Recensioni, Sci-Fi, Stati Uniti, Thriller divider image
Oblivion (2013)

“Si può avere nostalgia di un luogo dove non si è mai nati? Piangere un tempo mai vissuto?”. Interrogativi, questi, a cui cerca di dare risposta l’evento cinematografico, originale e rivoluzionario, che il regista di Tron: Legacy (Joseph Kosinski) e il produttore de L’alba del pianeta delle scimmie oggi portano nelle sale italiane.

Già cinque anni prima di dirigere il suo film d’esordio (Tron: Legacy), il regista aveva scritto una breve storia, di poche pagine, dal titolo Oblivion. Una vicenda fantascientifica ambientata nel 2077, sessant’anni dopo che un’invasione aliena aveva raso al suolo il nostro pianeta e nella quale il protagonista principale era un tecnico spaziale incerto sul suo posto nell’universo. Anche la storia di oggi è incentrata su Jack Harper, un riparatore di droni (spazzini che ripuliscono la Terra dai resti alieni nonché spietati assassini di tutto ciò che trovano sul loro percorso) che deve portare a termine una grande missione. Prima di lasciare il pianeta Terra, Jack deve “portare a casa” quei residui di risorse rimasti dopo anni di guerre con gli alieni che hanno devastato e saccheggiato ovunque. Proprio quando la missione sta per concludersi e, all’orizzonte, si intravede il ricongiungimento con gli altri sopravvissuti su una colonia lunare, un episodio, a sua insaputa ed avvolto dal mistero, diviene l’elemento chiave per salvare quel che resta dell’umanità. Una navicella spaziale precipita davanti ai suoi occhi. A bordo del mezzo, una donna la cui conoscenza determinerà una serie di vicende che porteranno Jack a rivedere alcune sue convinzioni. Dopo aver incontrato un gruppo di sopravvissuti sulla Terra, Jack si rende conto che lui e la sua “navigatrice” Vika non sono soli sul pianeta. A guidare gli ultimi resistenti, infatti, c’è Beech (il Premio Oscar Morgan Freeman): un leader moralmente ambiguo. Il futuro dell’umanità, adesso, è nelle mani di Jack. Proprio lui che, fino al giorno prima, pensava che ogni speranza fosse ormai persa definitivamente.

La storia, omaggiando pellicole come Blade Runner o il cartone animato Wall-E, è avvincente, originale e stimolante; lo spettatore viene trascinato verso un percorso che si crede di conoscere e, invece, ci si trova difronte ad una serie di dubbi e perplessità, dove le verità usciranno pian piano. Una trama che si spalanca ai nostri occhi in sequenze ben costruite e lavorate. Una grande avventura d’azione ma che ha un’essenza ed un’anima di tutto riguardo: la ricerca dell’umanità del protagonista. Lo stile del regista, inconfondibile per un approccio dinamico alla cinematografia (è definito uno dei più visionari del Duemila), si fonde con la collaborazione di un cast di tecnici di tutto riguardo. Un felice connubio quello fra storia e tecnologia, che trasforma la vicenda in una graphic-novel dalle scene memorabili, dove la tecnica raggiunge risultati sempre più impressionanti.

Oblivion, infatti, è il primo film che esce nelle sale girato con una nuova telecamera della Sony: una fotocamera 4K, con un chip a 8K (una risoluzione quattro volte superiore a quelle fino ad oggi in commercio). A questo si aggiunga la fotografia, firmata dal guru dell’illuminazione creativa Claudio Miranda (fresco Premio Oscar per La vita di Pi), con le varie riprese mozzafiato dei paesaggi, l’ottima resa dei colori e la vistosa contrapposizione tra l’immagine di un mondo (quello sopra le nuvole), dotato di ogni comfort, pulito ed ultra tecnologico e quello di un pianeta (la Terra) ridotto ad un ammasso di rovine e macerie. Completa il tutto l’ibrida colonna sonora della “fine del mondo”, affidata ad una musica d’avanguardia ma che sa essere, all’occorrenza, anche molto sentimentale. Elementi elettronici, batteria e, nel contempo, anche orchestra, si fondono dando vita ad un suono molto originale per sottolineare gli effetti visivi e le varie sequenze d’azione. A differenza di tanti action-adventure, popolati da molti eroi, Oblivion conta su un misurato cast di attori e senza tante figure addizionali.

Accanto a Cruise e a Freeman (qui alla loro prima collaborazione sul grande schermo), si aggiungono Olga Kurylenko (7 Psicopatici, Max Payne) nelle vesti di Julia, una viaggiatrice in lungo e in largo per il tempo, alla ricerca del vero amore; Andrea Riseborough (W.E. di Madonna) nel ruolo di Vika, responsabile della comunicazione e pronta ad abbandonare per sempre il pianeta Terra; Nikolay Coster-Waldau (da poco visto sugli schermi nel thriller soprannaturale La madre), vice-comandante dei diffidenti e primo a voler eliminare Jack; l’attrice Premio Oscar Melissa Leo (Frozen river, 21 grammi, Flight) nei panni di Sally, comandante e sorvegliante dell’esodo planetario, dedita al suo lavoro ma, in realtà, più interessata a perseguire fini personali. Non raccontiamo altro. Su richiesta di Universal Pictures (che ci ha offerto l’anteprima in una sala Imax), rispettiamo l’embargo che ci vieta di divulgare troppi commenti sulla trama e sui suoi colpi di scena. Abbandoniamo allora un po’ il cinema impegnato, quello politico, le pellicole dai grandi temi e i rovelli del cinema d’autore e godiamoci, ogni tanto, anche un bel film di fantascienza. Magari un po’ troppo fracassone e condito da un profluvio di visual effects ma, comunque, altrettanto piacevole.

Voto:

IMDb Mymovies ♦ Opensubtitles




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