Ong-Bak – Nato per combattere (2003)

13/02/2015 by Andrea Stella
2000 - 2009, Azione, Film Asiatici, Recensioni, Thailandia, Thriller divider image
Ong-Bak - Nato per combattere (2003)

È il 2004.

Ci troviamo di fronte a un film creato con pochi soldi. Pochissimi soldi. Ci troviamo di fronte a un film con una trama banalissima, quasi inesistente. Una roba del tipo criminali cattivi rubano testa di statua rappresentante Buddha e allora eroe buono deve salvare tutto e tutti.

Insomma, un film estremamente spoglio e tremendamente limitato in tutti i suoi aspetti. Quasi tutti.

È il 2004. L’Asia ci invia il suo nuovo dragone: Tony Jaa. E tutti i difetti, semplicemente, passano in secondo piano.

Il film parte in modo (abbastanza) tranquillo, giocando molto sul concetto che le arti marziali bisogna usarle con un minimo di criterio perché non si può andare in giro a menare tutti come se non ci fosse un domani. Così lo spettatore inizia ad attendere. Non ha ancora capito chi o cosa. Ma inizia ad attendere. Perché magari ha sentito dire in giro (o in tv) che TONY JAA È IL NUOVO EREDE DI BRUCE LEE e altra roba simile. E per un qualsiasi appassionato di arti marziali, una frase del genere è semplicemente galvanizzante. E poi, di colpo, quel film girato con pochissimi soldi estremamente spoglio e limitato in tutti i suoi aspetti mette il turbo e diventa un’orgia di pugni, calci, gomitate, inseguimenti e coreografie di lotta spettacolari.

Tony Jaa è il fulcro di tutto e il regista Prachya Pinkaew lo sa (e non fa nulla per nasconderlo). La fuga per il mercato cittadino è senza ombra di dubbio uno dei momenti più divertenti (e spettacolari) del film, dove Jaa dimostra di possedere un’agilità sovrumana. L’artista marziale infatti passa sopra, sotto o attraverso (!) una moltitudine esagerata di ostacoli ambientali in maniera fluida e naturale, ricordando da vicino il grande Jackie Chan. Ah sì! Jaa, tra le altre cose, riesce anche a camminare sui muri e saltare sulle spalle della gente con un balzo da terra, ovviamente senza utilizzare cavi o altra robetta simile che piace molto alla gente (fragilina) di Hollywood. E poi, dato che alla fine Ong Bak è un film di lotta, ci sono anche molti combattimenti estremamente appaganti e spettacolari. Tony Jaa dimostra dall’inizio alla fine una padronanza magistrale nell’arte della Muay Thay, anche grazie a coreografie capaci di trasmettere (perfettamente) la durezza degli scontri.

Nel film infatti i vari stuntman, usati letteralmente come carne da macello, prendono per davvero parecchi colpi (e che colpi). Una tradizione tutta thailandese dove gli stunt non sembrano avere praticamente paura di nulla. D’altronde basta vedere il trailer di un film come Born to Fight per capire di che pasta sono fatti. E no, in Ong Bak non è un caso che parecchi personaggi hanno bandane o pettinature improbabili… perché le gomitate sul cranio fanno un pochino male (giusto un po’). Ogni colpo, quindi, si sente per davvero, senza contare le numerose trovate (anche fuori di testa) di alcune scene. È doveroso ricordare che Tony non utilizza mai controfigure, neanche quando le sue gambe prendono fuoco! Non a caso il regista ha deciso di mostrare addirittura il replay (da diverse angolazioni) delle scene più spettacolari e incredibili del film. Anche se distante (per innumerevoli ragioni) da un confronto diretto con il sommo maestro Bruce Lee, Tony Jaa si è fatto notare in tutto il mondo per la sua fenomenale prestazione in Ong Bak.

Un film dove un solo attore è riuscito a portare avanti tutta la baracca, solo e soltanto grazie alla sua strabiliante atleticità.

È il 2015. E oggi… non resta che attendere cosa farà il buon Tony in Fast and Furious 7.

Voto: 4 stelle

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