Parole, parole, parole (1997)

17/01/2012 by Elena Marcaccini
1990 - 1999, César, Commedia, Drammatico, Film Europei, Francia, Gran Bretagna, Italia, Musica, Recensioni, Romantico, Svizzera divider image
Parole, parole, parole (1997)

Un grande “vecchio” del cinema francese, Monsieur Alain Resnais, a 75 anni ci regala questo piacevole film corale. Dimostrazione che l’età non conta per realizzare un buon film.

Due sorelle, un paio di amici, mariti e amanti. Pochi personaggi ben strutturati e una sceneggiatura senza fronzoli e dispersioni, che si alterna alle parole delle grandi canzoni francesi. A differenza di altri film, dove la canzone viene riproposta (a volte anche pesantemente) quasi per la sua totalità, qui il brano viene saggiamente scomposto, intervallandosi per pochi secondi al dialogo in corso e creando una perfetta armonia. I frequenti, ma brevi pezzi musicali sembrano essere tasselli di un mosaico che lo spettatore non vede l’ora di ricomporre, per niente tediato da questi piccoli assaggi di piacevoli melodie d’antan. Le esecuzioni, mimate dai protagonisti, sono tutte originali, da Chevalier a Eddy Mitchell, da Gainsbourg a Aznavour, quest’ultimo presente con “Et Moi dans mon coin” la cui ricchezza di vocabolario contenuta nel testo potrebbe far tranquillamente impallidire molte delle sceneggiature attuali. L’unica che canta veramente è Jane Birkin, nella breve apparizione di moglie inglese dell’ansioso Nicolas.

Le dinamiche che si sviluppano tra i rapporti personali e le caratteristiche dei personaggi stessi (come l’egoismo, l’ansia, la depressione, l’arroganza, la timidezza) sono l’elemento di maggiore interesse per il regista, che nelle poche riprese esterne non esita a girare con un campo stretto sui personaggi, sacrificando il lato cartolina di una Parigi qui posta solo come sfondo quasi casuale. Si riconoscono appena l’obelisco di Place de la Concorde o Rue de Castiglionne verso Place Vendôme, mentre la Tour Eiffel svetta dichiaratamente in maniera fasulla dalla finestra del grande, nuovo appartamento di Odile. La vista, come la torre, alla fine è tutta una finzione. Quello che conta è dentro, dove nonostante le crepe dovute alle botte della vita, l’amore è il forte collante che aggiusta ogni cosa.

  • Premio César 1998: Miglior film, Miglior attore protagonista (André Dussollier), Miglior attore non protagonista (Jean-Pierre Bacri), Miglior attrice non protagonista (Agnès Jaoui), Migliore sceneggiatura, Miglior montaggioMiglior sonoro
  • Premio Louis-Delluc 1997

Voto:

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