Partisan (2015)

04/09/2015 by Renato Volpone
2015, Australia, Drammatico, Film dell'Oceania, Gli esordi alla regia, Recensioni, Thriller divider image
Partisan (2015)

Siamo ai confini della realtà, in un luogo fatto di palazzi abbandonati, cadenti e fatiscenti.

Un gruppo di donne e bambini vivono lì, lontani dal mondo di fuori, guidati da un solo uomo, Gregory, carismatico e dispotico allo stesso tempo. I rapporti con il mondo esterno sono ridotti al minimo, tranne per i bambini che vengono mandati in missione per uccidere delle persone. La dicotomia tra la serenità del gioco e l’omicidio premeditato è agghiacciante, anche perché i bambini svolgono il loro compito con assoluta naturalezza. Il film è costruito sul niente, poche cose, senza pretese: la fantasia utopica del regista e sceneggiatore Ariel Kleiman riesce ad aggredire lo spettatore con un senso di angoscia crescente, fino ad un finale che si spegne su di un inimmaginabile futuro. Quel piccolo mondo isolato potrebbe essere la fuga da una società pericolosa verso una comunità nuova e libera, come potrebbe essere l’harem del sultano che si isola per godere della propria potenza a dispetto del resto della società umana.

Il film penetra nella coscienza attraverso il bisogno di protezione, ma anche con il senso della vendetta, inconcepibile, realistica nella sua crudeltà. Un gioco ancora più macabro perché a condurlo sono i bambini, con una magica interpretazione del piccolo Jeremy Chabriel, che a dispetto dell’esperienza del cattivo Vincent Cassel, riesce ad astrarsi con il suo sguardo inintelligibile da ogni interpretazione del suo pensiero trasportando lo spettatore in un crescente senso di disagio fino allo scontro finale con il maschio dominante.

Voto: 3 stelle

IMDb ♦ Mymovies ♦ Opensubtitles




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