Polvere – Il grande processo dell’amianto (2011)

25/05/2012 by Valeria Morini
2011, Belgio, Documentario, Drammatico, Film Europei, Francia, Italia, Recensioni, Svizzera divider image
Polvere - Il grande processo dell'amianto (2011)

Esiste una sostanza che causa ogni anno la morte di 100.000 persone, la cui produzione, benché proibita in Europa dal 1992, continua in diversi Paesi di tutto il mondo. É l’amianto, che nella sola cittadina piemontese di Casale Monferrato – sede fino al 1986 di un grande impianto del colosso svizzero-belga Eternit -, ha fatto 3.000 vittime in cinquant’anni (e il numero è destinato a crescere ancora: si calcola che il picco delle morti si toccherà intorno al 2015). Il 13 febbraio 2012, una sentenza del Tribunale di Torino ha condannato i due titolari della Eternit a 16 anni di carcere, una sentenza che è un precedente di importanza storica per le cause ambientali.

Polvere. Il grande processo dell’amianto è un bel documentario, firmato da Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller, che vuole raccontare la tragica storia di Casale e delle sue vittime, tracciando anche un parallelo con la realtà internazionale. Il film si apre infatti con le immagini girate in un paese lontano, dall’altra parte del mondo: un giovane camionista trasporta lastre di amianto, senza neppure sapere cos’è e senza conoscerne la nocività. Subito dopo entriamo nella casa di Nicola Pondrano, sindacalista ed ex operaio della Eternit, intento a cucinare specialità piemontesi prima di abbandonarsi al racconto di una lotta trentennale per la verità e la giustizia. Un inizio pacato e quasi surreale, che prelude al racconto di una realtà terribile: quella di un’azienda che per decenni ha tenuto i suoi operai all’oscuro dei pericoli dati dall’esposizione con la polvere di asbesto. Bruna e Prandstraller hanno filmato la prima fase del processo Eternit, incentrata sulle testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime: conosciamo così le storie di piccoli grandi eroi del nostro tempo come Nicola, Bruno Pesce, attivista della Camera Del lavoro, o Romana Blasotti Pavesi, che ha perso marito, sorella e figlia a causa dell’amianto. O come Luisa Minazzi, insegnante e ambientalista alle prese con il calvario del mesotelioma che le riserverà un crudele e inevitabile destino.

Ai due registi è sembrato opportuno andare oltre la piccola – per quanto importante – realtà locale e confrontarsi con la situazione mondiale, che vede la produzione di amianto in crescita, nonostante la sua pericolosità sia ormai ampiamente dimostrata. Vediamo operai al lavoro in una fabbrica in Brasile, in cui i pur accurati controlli non impediscono alle fibre killer di continuare a mietere vittime; ancora di più, colpiscono le immagini girate in India, dove le città sono inondate da tetti e lastre di amianto, maneggiate senza precauzione e usate addirittura come giaciglio da uomini e animali.

Il film ha richiesto sei anni di lavorazione ed è una coproduzione di diversi soggetti italiani e stranieri (Graffiti Doc, Amka Films Productions, SRG SSR Idée Suisse, Iota Production, RTSI Televisione Svizzera, ARTE France, RTBF); nessuna tv l’ha ancora acquistato per trasmetterlo, eppure sta facendo il giro dell’Italia, partecipando a festival e a piccole proiezioni nelle mille realtà vicine alle cause ambientali. Straziante ma mai patetico, duro ma estremamente necessario, cronachistico eppure non privo di lirismo, Polvere è un pugno nello stomaco, ma è un film da vedere assolutamente: per il rigore con cui racconta una delle peggiori tragedie del nostro tempo, ma anche per rispetto verso la popolazione di Casale Monferrato, la cui lotta rappresenta il riscatto della dignità umana e una speranza per il futuro.

Voto:

IMDb ♦ Mymovies ♦ Opensubtitles

 




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