Posh (2014)

21/10/2014 by Renato Volpone
2014, Drammatico, Film Europei, Gran Bretagna, Recensioni, Thriller divider image
Posh (2014)

“Port Out, Starboard Home”: stava stampigliato sui biglietti dei passeggeri di prima classe che nella metà del 19° secolo viaggiavano tra l’Inghilterra e l’India, sulle navi della Oriental Steam Navigation Company. Da allora l’acronimo rappresenta il significato di “classe superiore – elegante – esclusivo”.

Lone Scherfig in questo film ci racconta di un gruppo di ragazzi dell’alta società che frequentano l’Università di Oxford e che appartengono all’antichissimo club dei Ryot, nome tratto dal loro fondatore Lord Riot (chiasso – insorgere – orgia) uomo dedito ai più sfrenati piaceri, nome che nel tempo, proprio per non far sorgere clamori, ha preso un altro significato sostituendo la “i” con la ”y”. I ragazzi del club, rimasti in otto devono trovare due nuovi adepti. Da qui le più tribali prove di ammissione nel puro stile “hazing” dei più moderni college americani. i due nuovi ammessi, per rendere più succosa la storia, rappresentano un po’ Caino e Abele, l’uno buono e dolce, dalla parte dei poveri, l’altro arrogante e arrivista, detesta i poveri. Naturalmente il clou della festa è in un pub lontano dalla cittadina universitaria, dalla quale i Ryot sono banditi, e dove distruggono tutto nel più puro spirito orgiastico del gruppo.

Naturalmente esagerano e da qui la morale del film, troppo ricchi e troppo importanti per poter essere condannati. Non hanno nemmeno il biasimo della casta alla quale appartengono, anzi ne hanno il sostegno perché devono “adattarsi a questa società per sopravvivere”. Una razza superiore, che a differenza della razza ariana non vuole distruggere le altre, ma sfruttarle, privandosi del grande piacere di schiacciarle. I figli non fanno altro, in questi loro gesti esagerati, che portare avanti una tradizione di famiglia. L’orgia, crescendo, passa dalla distruzione dei pub alla fagocitazione dell’economia. Scherfig non ha però il coraggio della crudeltà di “arancia meccanica”, la violenza è inaudita, ma ubriaca, sembra quasi che non voglia turbare il pubblico (film vietato ai minori di 14 anni per fare cassa probabilmente, perché ci sono pellicole molto più violente libere a tutti).

Forse il turbamento consiste nel fatto che non ci sarà fine a questa “razza” finchè ci saranno figli.

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Voto:2-stelle

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