Pride (2014)

10/04/2015 by Renato Volpone
2014, Commedia, Drammatico, Film Europei, Francia, Gran Bretagna, Recensioni divider image
Pride (2014)

Era il 1984 quando Mark Ashton, giovane attivista gay,  durante il gaypride propose di raccogliere fondi per sostenere la lotta e il lungo sciopero dei lavoratori delle miniere. Il motivo era la considerazione che in Inghilterra i minatori subivano un’azione repressiva da parte dello Stato molto vicina agli attacchi omofobi a cui la comunità gay era quotidianamente sottoposta. Nacque così il “Lesbians and Gays Support the Miners” (LGSM) e un incontro-scontro tra due comunità profondamente diverse tra di loro che incominciarono a interagire e conoscersi.

Il film racconta con grande maestria, e con una perfetta ricostruzione storica, la battaglia dei minatori inglesi contro le scelte politiche repressive di Margaret Tatcher. Lo sciopero, i picchetti, le riunioni per raccogliere fondi, le azioni offensive della polizia, la spossatezza e il sostegno di alcuni gruppi di gay e lesbiche. Un racconto pieno di emozioni e pathos che porta lo spettatore ad un inarrestabile fiume di lacrime di commozione. Emergono con prepotenza le problematiche legate al mondo del lavoro e alla repressione omofoba, elementi che fanno da cornice agli esseri umani così “diversi”, ma in fondo così “uguali” da non riuscire più a vederne la differenza. Situazioni che raggiungono momenti drammatici e imbarazzanti dove il gettare la spugna è più facile, ma il senso del vivere comune, di comunità, può portare molto lontano fino a raggiungere obiettivi inaspettati. Al gaypride del 1985, infatti, saranno i minatori ad aprire la sfilata e a permettere una svolta politica significativa nei confronti del riconoscimento dei diritti civili per la popolazione omosessuale.

Un documento storico, ma anche una lezione di vita, di libertà, di rispetto, e più di ogni altra cosa, del piacere che si può provare a lottare per il bene comune, per il progresso, la crescita e il miglioramento delle condizioni di vita di tutti. Un insegnamento che dà uno schiaffo sonoro all’individualismo imperante, al pensare al proprio orticello, e che apre uno sguardo ampio oltre il giardino verso traguardi che bisogna sperare di raggiungere, obiettivi in cui credere e tanta voglia di condividere.

Il film ha avuto numerosi riconoscimenti: 2015 – Golden Globe Nomination Miglior film commedia o musicale (grandiosa la colonna sonora, solo per questo varrebbe la pena di rivedere il film più volte) – 2014 – Festival di Cannes Queer Palm – 2014 – British Independent Film Awards Miglior film indipendente britannico –  Miglior attrice non protagonista – Imelda Staunton –  Miglior attore non protagonista – Andrew Scott –  Nomination Miglior regia – Matthew Warchus –  Nomination Miglior sceneggiatura – Stephen Baresford –  Nomination Miglior attore non protagonista – Ben Schnetzer

Nomination Miglior nuova promessa – Ben Schnetzer. Non sono i premi che fanno un buon film, ma il racconto, la qualità, la buona recitazione e più di ogni altra cosa la capacità di catturare il pubblico, che è rimasto in sala fino all’ultima nota dei titoli di coda.

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