Princess Mononoke (1997)

28/10/2014 by Renato Volpone
1990 - 1999, Animazione, Avventura, Fantasy, Film Asiatici, Giappone, Recensioni divider image

“La principessa spettro” è un film d’animazione giapponese del 1997, diretto da Hayao Miyazaki.

Il film, dopo aver riportato uno strepitoso successo  in tutto il mondo, arriva ora sugli schermi italiani portando il suo messaggio ecologista. A dire il vero i contenuti del film sono molto più complessi di quanto si immagini e infatti la trama va seguita con attenzione per coglierne tutte le meravigliose sfumature. il rispetto delle regole, il senso dell’onore, la giusta causa, la ribellione all’ingiustizia: l’eroe qui è l’incarnazione della giusta misura e del perfetto autocontrollo. Il racconto porta il giovane principe Ashitaka, ferito in un combattimento con un Dio demone,  ad affrontare un viaggio per capire le ragioni della trasformazione del grande cinghiale in una creatura malvagia. Contaminato a morte dall’odioso veleno. il compito del ragazzo è quello di svelare alle proprie pupille le ragioni della nascita di tanta malvagità e cercare di arginarne il flusso. Il viaggio che il principe intraprende lo porterà lontano, fino al bosco sacro che gli uomini stanno distruggendo per dare fuoco ad una fornace che produce metallo per le armi. La difesa del villaggio innanzitutto, ma anche l’attacco. Le ragioni non sono nell’avidità, ma nel potere. Il grande bosco nasconde il “Dio bestia”, un mitico cervo magico che regola il ciclo della natura, circondato da meravigliosi esserini fantasma. La lotta si trasforma così nell’intento di distruggere il Dio natura affinché il governo delle cose venga nelle mani degli uomini. Le ragioni della ribellione alla natura e le dispute tra gli uomini si perdono nella notte dei tempi, tanto che nelle battaglie non si capisce più chi combatte contro chi. Le donne, invece, con la loro forza governano la fornace e reggono il senso delle cose. Alcuni bambini in sala si annoiavano, nonostante l’incedere veloce della battaglia, ma il racconto non è solo per loro, è per tutte quelle persone che sanno leggere nella coscienza il proprio peccato di ribellione verso la natura, verso la ragione. L’incontro della principessa selvaggia con il giovane farà scaturire il bisogno di condividere le cose, il reciproco sostegno, il rispetto dell’altro che culmina in quello che si può definire amore.

Un amore che è molto lontano dal senso moderno del termine e si avvicina invece al senso di ammirazione della persona in quanto riflette ed incarna le stesse proprie passioni. Peccato per il doppiaggio che fa perdere la melodiosità alle voci, tranne che nelle canzoni, perché immagini e suoni costituiscono in questo affresco un unico elemento decorativo. Un film da non perdere e da cogliere tutto d’un fiato.

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