Giuseppe Bonito – Pulce non c’è (2012)

09/05/2014 by Renato Volpone
2012, Drammatico, Film Europei, Gli esordi alla regia, Italia, Recensioni divider image
Pulce non c'è (2012)

Pulce è una bambina autistica di otto anni che vive con Giovanna, la sorella tredicenne, e i genitori in un nido rubato, dove le vite degli altri sono piegate a raccogliere l’abbraccio di questo piccolo fiore. Otto anni in cui non è concesso nulla alla famiglia e l’unico diversivo è andare a fare la spesa.

Con poche parole Giuseppe Bonito ci mette sul piatto la realtà di molte famiglie  “coraggiose” di fronte alle quali dovremmo vergognarci del nostro benessere. I già difficili equilibri della famiglia, però, diventano ancora più precari di fronte alla pesante accusa di abuso di minore.   Una storia vera portata sul grande schermo come opera prima di un regista che ha molto da raccontare. Intanto ci parla, con gli occhi adolescenti di Giovanna e ci racconta di come il pressappochismo e la dilagante penuria di conoscenza genera una società basata sul preconcetto e sul pregiudizio: ciò che è evidenza si trasforma, per mezzo di una fantasia “malata di televisione”, della superstizione e della credulità in accusa e si sostituisce alla logica e all’oggettività. Tutto diventa empirico e la verità pesata con misure diverse dalla ragione diviene  leggera, volatile. L’individuo diventa sempre più indifeso e la società più feroce, soprattutto nei confronti dei più deboli, una sorta di lager globalizzato dove il diverso deve essere castrato. “Pulce sorride quasi sempre, ma non sa dire se è felice”. Pulce non c’è e non ci sarà mai per una società che rifiuta di vederla, che per “salvarla” dal mostro la tortura: ma che salvezza è, quando forse l’unico a volerle bene è un presunto mostro. La “società del bello” è incapace di amare coloro che solo gli angeli sanno guardare, com’era raccontato ne l”educazione siberiana”. Solo la malvagità  li porta in prima pagina per poi lasciarli cadere subito nel mondo del “non ricordo”. La famiglia deve rimanere unita sempre contro le difficoltà per poter sopravvivere e permettere ai figli un futuro dignitoso lontano dall’ipocrisia di falsi miti e dannose idolatrie millenarie. Una lezione di vita che tutti dovrebbero vedere, grandi e bambini.

Uno strepitoso Pippo Del Bono con la bravura di sempre di Marina Massironi, ma più di loro Francesca Di Benedetto e la poesia che sa ispirare che vale un otto su di un foglio bianco. Andatelo a vedere e portateci gli amici, perché c’è molto da imparare e molto ancora, troppo forse, da fare.

Voto:4.5 stelle

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