Puncture (2011)

09/01/2012 by Luca
2011, Drammatico, Film Americani, Recensioni, Stati Uniti divider image
Puncture (2011)

Nei film alla Erin Brockovich ci si aspetta che l’eroe di turno sia senza macchia e senza paura, ma la realtà non è sempre così. Puncture, dei fratelli Adam e Mark Kassen, racconta la storia di un caso legale sul finire degli anni ’90 in cui un avvocato inaffidabile ed irrensponsabile si mette contro un un complotto farmaceutico.

Mike Weiss (Chris Evans) ha delle potenzialità come avvocato, e lo si vede nelle scene iniziali in cui vince un caso grazie al suo acume; ma ha, soprattutto, molti lati oscuri: è tossico-dipendente, principalmente eroina, ma anche crack e cocaina, ed è sesso-dipendente. Le conseguenze si vedono alla festa per la vittoria del caso, in cui la moglie lo caccia di casa sparando in aria.

Il grande caso arriva quando un’infermiera (Vinessa Shaw) si presenta in studio per una causa: due anni prima è stata punta da un ago mentre lavorava ed ha contratto l’AIDS; curiosamente Vicky non vuole far causa al singolo ospedale che le ha fornito adeguate cure, ma ai giganti del settore farmaceutico, che a suo dire impongono un monopolio per quanto riguarda le siringhe. Infatti, un eccentrico imprenditore (Marshall Bell) ha inventato un ago usa e getta, con cui è impossibile pungersi involontariamente e che impedisce di conseguenza la trasmissione di malattie tra medici e pazienti o tra pazienti stessi dovuti al riuso delle siringhe (si parla di 800.000 punture annuali solo negli USA). Essendo usa e getta, l’uso di queste siringhe farebbe lievitare i costi per gli ospedali, che di conseguenza non ne vogliono saperne di adottarli.

Mike vede le potenzialità del caso e andando contro il volere del suo socio Paul Danziger (interpretato dal co-regista Mark Kassen) lo accetta e parte con una lotta formato Davide contro Golia. Il caso però si prospetta più difficile del previsto, sia perché i gruppi farmaceutici sono protetti da schiere di avvocati mentre lo studio di Mike e Paul è a corto di fondi, sia per le dipendenze di Mike, che lo rendono inaffidabile e più volte impresentabile.

I fratelli Kassen hanno fatto i compiti e i risultati si vedono: Puncture si colloca a metà tra The Lincoln Lawyer (qui la recensione) ed Erin Brockovich. Non è un brutto film, anzi è fatto molto bene e il cast è sempre all’altezza; per contro la storia si concentra più sul personaggio di Chris Evans – nella sua interpretazione migliore, non ce ne voglia Captain America – che sul caso vero e proprio; probabilmente un tentativo per differenziare il film dai suoi simili. Un difetto dell’attore lo si trova nella perfetta forma fisica di Evans, che stona un po’ sul personaggio del tossico-dipendente.

Passato per ora solo al Tribeca Film Festival, Puncture è un film su una grande ingiustizia sanitaria che contribuisce alla diffusione dell’AIDS, ma che non riesce a penetrare più di tanto nello spettatore, anche se obiettivamente il tema è molto serio.

Voto: 

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4 Responses to Puncture (2011)


  • 18/12/2014 alle 02:40

    giorgio minucci

    Credo che questo film in generale sia sottovalutato dalla critica. E’ un peccato, perchè oltre a essere molto lucido e elegante nell’affrontare tematiche spinose come la tossicodipendenza, l’HIV, le fragilità affettive e anche il senso di nullità esistenziale della morte, è al tempo stesso un vero e proprio manifesto di denuncia sociale contro le logiche di profitto a spese della vita degli esseri umani, proprio in un settore, quello medico sanitario, la cui finalità dovrebbe essere la cura.

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