Quel che sapeva Maisie (2012)

11/07/2014 by Renato Volpone
2012, Drammatico, Film Americani, In uscita in Italia, Recensioni, Stati Uniti divider image
Quel che sapeva Maisie (2012)

E’ un argomento sempre attuale, e oggi in particolare, e questo film ci offre un esempio di le famiglie nascono, si modificano, si distruggono e di come i figli sono i balocchi di un gioco crudele.

L’ambiente è alto borghese, lui uomo d’affari, lei cantante rock di successo, Maise è il giocattolo conteso a cui entrambi vogliono bene. Divisa a metà tra i genitori da una sentenza di separazione, la bambina è al centro della loro vita solo in rari momenti ludici, ma nel resto del tempo è come una palla al piede a cui dare un calcio per farla stare un po’ più in là e non disturbare. In questo gioco intervengono inconsapevolmente Margo e Lincoln nuovi coniugi di comodo, sposati più per riempire degli spazi che non per vero amore. I nuovi arrivati, innocenti vittime di un gioco sacrificale, condividono con Maise il vero affetto, quello che nasce quando ci si trova tutti in una carovana della speranza. Il film è tratto da un romanzo di Henry James di fine ottocento, grande autore dalla forte sensibilità artistica e che fa dei bambini, come avviene anche in “giro di vite” le vittime di una società egoista e dominante. La trasposizione del romanzo ai giorni nostri è perfetta in quanto la moderna cultura che pone il bimbo al centro di una scatola dorata piena di giochi è il perfetto palcoscenico dove far sentire l’eco di una struggente solitudine. La scelta è tra il vivere la propria esistenza in libertà oppure donarsi agli altri, anche e soprattutto ai figli. La giusta misura sta nel mezzo, forse. Nella società di ogni tempo, com’era alla fine dell’ottocento e ancora un secolo più tardi, mancano gli strumenti per difendere le proprie aspirazioni e realizzare nel contempo anche quelle dei figli. Aspirazioni che non devono negare mai la tensione di un affetto.

Il film apre una speranza, ma è solo una finzione artistica per tranquillizzare l’animo dello spettatore. La Teodora film ancora una volta porta l’attenzione sulla condizione instabile dell’infanzia ai giorni nostri, lo fa con garbo, troppo, lasciando spazio alla discussione, ma senza arrivare mai alla drammaticità vera. Si tratta comunque di una condizione che troppo spesso si trasforma in dramma esistenziale. Per lo spettatore, più che una denuncia forte e vibrante rimane solo lo spunto di una riflessione. Un appunto sul trailer che racconta tutta un’altra storia.

Voto:3 stelle

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