Cannes 67 – Relatos salvajes -Wild tales (2014)

18/05/2014 by Luca
2014, Argentina, Cannes Film Festival, Commedia, Film Americani, Film Europei, Ricardo Darin, Spagna, Speciale festival di..., Thriller divider image
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Relatos salvajes (Wild tales) del regista argentino Damián Szifron è un viaggio ad episodi in cui, tra esasperazione e umorismo nero, gli istinti ‘animali’ vincono la ragione e letteralmente si perde il controllo.

Si inizia con Pasternak che vede la modella Isabel (Maria Marull) salire su un aereo ed iniziare a conversare con il vicino Salgado (Dario Grandinetti). In un crescendo di surrealismo e risate (degli spettatori) i due scoprono di non essere gli unici a bordo ad avere un collegamento con un certo Gabriel Pasternak. Magnificamente messo in scena, l’inizio del film è brillante ed essenziale e probabilmente il migliore dei sei episodi, anche se vista la durata si potrebbe definire più uno sketch. Segue I ratti, in cui una cameriera (Julieta Zylberberg) di una tavola calda scopre che il cliente appena entrato è lo strozzino che portò al suidicio il padre. Quando la cuoca del locale lo viene a sapere, cerca di convincere la ragazza a vendicarlo inserendo nel piatto un ingrediente speciale. Road to Hell ha un tocco di Tarantino nella sua escalation di violenza. Tutto inizia quando un uomo (Leonardo Sbaraglia) sulla sua Audi insulta il tizio che gli rallenta la corsa sulla strada di montagna; riesce a superarlo, ma poco dopo buca e si ferma per sostituire la gomma. Il tizio arriva poco dopo e si ferma per manifestare il proprio pensiero.

Il quarto episodio, Bombita, ha come protagonista il divo argentino degli ultimi anni, Ricardo Darin, nelle vesti di un ingegniere specializzato in demolizioni. La sua storia è quella di molti, vessato dalle ingiustizie del sistema e, nel caso specifico, dalla compagnia di rimozione dei veicoli in sosta vietata, che gli fa perdere il compleanno della figlia ed indirettamente lavoro, matrimonio e senso della misura. Giunto all’esasperazione, l’uomo decide di farsi giustizia da solo, con un finale esplosivo. The Bill è una storia già vista: il figlio di una ricca famiglia torna a casa all’alba sconvolto per aver investito una donna ed il padre cerca di insabbiare la faccenda corrompendo avvocato e pubblico ministero. Con toni che ricordano Il caso Kerenes, premiato l’anno scorso, questo racconto sul privilegio di poter comprare tutto e tutti è forse il meno riuscito dei sei, in cui la poca ilarità mal si amalgama con gli altri. Il film si conclude con Fino a che morte non ci separi, la storia di quello che potrebbe succedere ad un matrimonio quando la sposa scopre di essere stata tradita con una delle invitate.

Cannes 2014Prodotto dai fratelli Almodovar, il film lascia nello spettatore un senso di soddisfazione perché i protagonisti degli episodi fanno della famosa citazione di Quinto potere (‘Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!’), virtù e si affidano agli istinti primordiali come molti di noi hanno fantasticato più volte nella loro vita. Per far capire quanto sia stato apprezzato dalla gente comune, alla fine di ogni episodio è partito l’applauso in sala. Su quanto la pellicola sia un’esasperazione della realtà, piuttosto che quello che potrebbe effettivamente capitare nella realtà in Sud America non è dato sapere, anche se un giornalista colombiano era più propenso alla seconda ipotesi, in quanto ‘la gente del Sud America è così, il film è esasperato, ma noi ridevamo in sala perché ci riconoscevamo nelle situazioni’.

In ogni caso, Szifron realizza un buon lavoro, non completamente originale né intenso, non ha grosse pretese, ma è sicuramente una boccata d’aria frescia rispetto ai soliti film da festival. A proposito, è in concorso al 67° Festival di Cannes.

Voto: 3.5 stelle

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