Scusate se esisto! (2014)

10/06/2015 by Renato Volpone
2014, Commedia, Film Europei, Italia, Recensioni divider image
Scusate se esisto! (2014)

Riccardo Milani ci aveva sorpreso con Benvenuto Presidente e riesce ancora a stupire con un’altra commedia divertente e allo stesso tempo intelligente.

Il regista è attento e sensibile alle problematiche sociali e qui ce ne mette davvero molte, ma lo spettatore gradisce e non fa indigestione. La giovane e brava Serena Bruno (la sempre splendida Paola Cortellesi), architetto di talento, dopo aver fatto una carriera brillante all’estero sente la nostalgia del Bel Paese e desidera ritornare in Italia. Le prospettive di lavoro per un brillante laureato nell’odierna Roma sono devastanti e la ragazza si deve adattare e umiliare di fronte a mille soluzioni di ripiego. Purtroppo questa è la realtà e anche se il racconto prende pieghe più romantiche con il “bello e impossibile” Francesco, (un Roul Bova in splendida forma fisica) un gay tenero e di buon cuore, l’amaro calice non finisce di dissetare i protagonisti della storia.

Ma non finisce qui, la sorpresa è una finestra che si apre su “Corviale” un mostro architettonico nella periferia romana che viene presentato in tutta la sua imponenza e devastante bellezza. La curiosità afferra lo spettatore e lo trascina con la giovane architetto ad esplorare questo mondo isolato e selvaggio cercando di portare luce e una speranza di vita migliore agli abitanti del luogo. In un’atmosfera quasi deserta vagano personaggi che riempiono con pochi gesti e parole l’umanità di un quartiere di cemento che vive abbandonato ai margini della città. La ragazza costruirà un progetto per ridare vita e decoro alla struttura, interazione sociale e verde, ma per farlo dovrà percorrere delle scorciatoie esilaranti sfruttando equivoci e stratagemmi. Lo spettatore viene quindi catapultato nel mondo del lavoro dove i giovani vengono sfruttati e i “capi” godono dei servigi di una moderna “schiavitù”.

Ancora una volta quello di Milani è un messaggio di denuncia, ma anche di speranza, coraggioso, che ci si augura possa essere recepito da un pubblico forse troppo distratto e divertito dalle macchiette gay o dalle popolane abruzzesi. Uno spettatore un po’ superficiale come quello del film precedente, che puntava il dito, ma non smetteva di guardare la televisione e mangiare la pastasciutta. Invece, chi ha l’animo sensibile alle problematiche sociali, una volta smarrito l’eco della risata, resta con un sapore di amaro in bocca difficile da mandare via.

Voto: 4 stelle

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