Sei mai stata sulla luna? (2015)

19/03/2015 by Renato Volpone
2015, Commedia, Film Europei, Italia, Recensioni divider image
Sei mai stata sulla luna? (2015)

Paolo Genovese ha il tocco magico per la commedia e se qualche volta non gli riesce bene si riprende subito con il film successivo. Garbato, elegante, politicamente corretto il regista trova sempre il tasto giusto per catturare un pubblico a cui piacciono le storie rosa, anche perché i rotocalchi e la cronaca ormai si occupano solo di “noir”. L’aiuto arriva anche dal sostegno finanziario della Puglia che produce i film girati nella regione: un investimento politico che garantisce un sicuro ritorno economico in termini di immagini e di turismo.

Una terra del sud che sta a nord, come dice un immigrato siciliano nel film, baciata dal sole, dalla terra feconda e dalla bella gente. Bella anche quando piove, soprattutto perché innaffia le più belle storie d’amore. In questo caso si tratta di una bella oriunda, Guia, molto nordica nei modi, ma con radici nella Puglia (figlia di padre pugliese e di madre spagnola). Guia appartiene alla vita dell’”haute couture” milanese e parigina come responsabile del settore moda di un noto settimanale femminile. La ragazza riceve in eredità un vecchio casale nella terra d’origine e decide di disfarsene subito dopo il funerale dell’ultima zia che vi abitava. L’eredità, però, porta con sé una serie di piccoli inconvenienti che Guia troverà tornando al paese, tra i quali il cugino “scemo” Pino (interpretato magistralmente da Neri Marcorè) e il fattore (Roul Bova) che vive e lavora nel casale dopo essere rimasto vedovo e con un figlio a carico. Si scontrano così due realtà molto lontane, anche fisicamente, la moda e la terra, sporcandosi a vicenda.

Il film è anche una storia di donne, come ama raccontare Genovese nei suoi film, donne che lottano per farsi valere, che soffrono in amore, ma che sono anche fragili oggetti di un mondo fatto di consumismo. Il regista trova sempre la soluzione a tutto e, nella migliore tradizione della commedia italiana, il lieto fine è d’obbligo. Un finale un po’ tirato, forse l’ultima scena la si poteva evitare fermandosi ad una chiusura per una volta diversa, ma si sa il pubblico vuole commuoversi e tornare a casa contento. Il film è molto gradevole, qualche risata intelligente, molti sorrisi e, per chi si commuove facilmente, anche un paio di lacrimucce. L’ambientazione è perfetta, anche quella contadina che non risparmia il letame sul bel vestito della protagonista. Belli i contrasti e i confronti tra i due mondi. Genovese non risparmia nemmeno il messaggio di un uso illegale e corrotto della ricchezza, elemento che porta lo spettatore a rivalutare i valori umani rispetto alla materialità delle cose.

E se i due protagonisti, soprattutto Roul Bova, non brillano eccessivamente, è l’insieme che rende luminoso il film, ciascuno degli attori e personaggi nel suo piccolo (tutti bravi) perché questa storia è il racconto di una terra bella fatta soprattutto di persone dal cuore buono.

Voto:4 stelle

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