Silent Souls (2010)

14/10/2011 by Giulio
2010, Drammatico, Film Europei, In uscita in Italia, Russia divider image
Silent souls (2010)

Alla sua presentazione ufficiale del festival di Venezia del 2010 il nuovo film del russo Aleksei Fedorchenko conquistò subito il favore della critica. Il regista alla fine non vinse nessun premio maggiore, ma ottenne che il suo film venisse distribuito anche al di fuori della Russia. Anche con questo nuovo lavoro Fedorchenko ha voluto parlare della sua patria, adattando il racconto semi-autobiografico “Gli Zigoli” del connazionale  Aist Sergeyev.

Il viaggio di due uomini di mezza età attraverso le pianure russe si trasforma in un ritorno al passato per entrambi, poco a poco i due rievocano alcuni eventi importanti della loro vita riguardanti la morte dei loro cari e le tradizioni della loro terra. A decidere il viaggio è Miron, proprietario di una cartiera e da poco vedovo, deciso a compiere i riti funebri per la moglie seguendo gli antichi rituali Merja, etnia ugro-finnica estinta da cui i due discendono. Assieme a Miron parte il suo dipendente e amico Aist, fotografo e scrittore, che decide di portare con se nel viaggio una gabbia con due zigoli (piccoli passerotti chiamati in russo “ovsyanki”) come animali protettori. Dopo aver bruciato il cadavere della donna i due tornano a casa, forse riconciliati con il proprio passato.

L’etnia Merja, le sue tradizioni ed i suoi riti sono al centro del film. Ogni azione compiuta da Miron con l’aiuto di Aist risponde con precisione alle regole dei riti della sua etnia, le cui tradizioni risultano solamente scalfite dalla modernità e dal tempo, poiché nella loro intima essenza i rituali mantengono la loro autenticità. La sapiente regia e la magnifica fotografia di Mikhail Krichman (vincitrice a Venezia del premio Osella) conferiscono ad ogni sequenza un’aura solenne e contemplativa, come se i due uomini  fossero consci di stare compiendo un rituale necessario e dalla tradizione plurisecolare.

L’abilità di Fedorchenko è anche quella di saper far emergere nei suoi film i caratteri e le peculiarità del popolo russo, ora in modo grottesco (First on the Moon del 2005) ora in modo gentile e nostalgico, come in questo Silent Souls o nel precedente The Railway del 2007. Alla maniera di  altri cineasti russi della sua generazione il regista sembra avvertire con chiarezza le contraddizioni del suo paese, proiettato verso l’Europa e contemporaneamente – soprattutto nelle zone rurali – tradizionalista e restio ad abbandonare i vecchi stili di vita per accoglierne di nuovi.

Nelle prime sequenze del film il regista mostra le terre desolate che in un tempo remoto erano patria del popolo Merja, e che inseguto subirono un progresso forzato: edifici fatiscenti, fabbriche abbandonate, strade dissestate e fangose sono ciò che rimane di un’area industriale non più florida. I resti del passato e le sue tracce sbiadite si possono ancora trovare  nei villaggi polverosi e sui ponti arrugginiti attraversati da Aist e Miron nel loro viaggio, un ritorno al passato personale e (soprattutto) collettivo, un passato evocato costantemente nei dolorosi ricordi di Aist.  La forza simbolica delle immagini, che spesso si mutano in visioni oniriche, resta impressa per la sua purezza poetica e contemporaneamente per la sua natura di monito verso i due protagonisti e gli spettatori stessi: in un’intervista il regista ha infatti dichiarato di aver voluto mostrare contemporaneamente  la bellezza e la disperazione della sua Russia, la natura incontaminata e benigna e le aree rurali con i villaggi poveri e semi abbandonati.

Il film è dominato dall’acqua, presente quasi in ogni scena come simbolo di purezza, dello scorrere della vita e della speranza in una storia così ricca di segni di morte. La speranza proviene anche dalla singolare struttura narrativa della pellicola, un “doppio climax” ascendente e discendente: la tensione e il flusso dei ricordi dolorosi aumentano nell’animo dei due uomini sino al momento liberatorio del rogo – fulcro del film – dopo il quale Aist e Mirin possono finalmente, poco a poco, tornare alla vita.

In uscita in Italia il 25 maggio 2012

Voto:

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