Suicide Club (2001)

03/08/2012 by Rosario
2000 - 2009, Commedia, Crimine, Drammatico, Film Asiatici, Giappone, Horror, Mystery, Recensioni, Thriller divider image
Suicide Club (2001)

Più adatta la traduzione inglese letterale con cui il film è noto in patria, Suicide Circle, perché in fondo la pellicola di Shion Sono di questo parla: del circolo vizioso che si crea tra un suicidio, la notizia dello stesso e l’emulazione. L’effetto Werther, insomma, è il tema principale sebbene l’autore si sforzi di depistare in continuazione lo spettatore deviando, di volta in volta, verso sottotrame mistery e horror (anche rocky horror nella parentesi più gratuita, quella in cui il folle Genesis, quasi un Frankenfurter ossigenato, canta “vorrei bruciare come Giovanna d’Arco in un film di Bresson“) e chiudendo l’opera con una rivelazione sorprendente.

La forza del film è proprio, lì, nel tenerti avvinghiato costantemente alla poltrona con mezz(ucc)i da thriller, ma costringendoti, alla fine, a porti delle domande serie sul motivo per il quale, nell’attuale società (non solo) giapponese, per molti l’autodeterminazione della propria morte sia diventata, incredibile dictu, l’unica affermazione della propria vita.

Presentato al Torino Film Festival nel novembre 2011, a distanza di anni il film risulta ancora sconosciuto dalla maggior parte della gente. Improbabile una sua uscita in Italia, disponibili i sottotitoli in inglese.

Fin’ora l’unico premio ricevuto è stato nel 2003 al  Fant-Asia Film Festival (premio della giuria).

Voto:

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2 Responses to Suicide Club (2001)

  • Film assolutamente grandioso. La scena iniziale è forse una delle più disturbanti della storia del cinema: cinquanta studentesse che, tenendosi per mano, si gettano sotto un treno in corsa. Sion Sono ha realizzato un capolavoro che avrebbe meritato maggior fortuna all’estero. Non credo verrà mai distribuito in Italia.Il DVD, completo di sottotioli in inglese, è invece di facile reperibilità.
    Qualche anno dopo Sion Sono ne ha realizzato un seguito, Noriko’s Dinner Table (che in realtà dovrebbe essere un prequel), che a mio parere è invece assolutamente superfluo.
    Rimanendo in tema di suicidio, il cinema giapponese ci ha regalato un’altra meravigliosa chicca che ho recensito qui. Se non lo avete visto ve lo raccomando vivamente

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