The Devil’s Double (2011)

10/04/2012 by Maurizio
2011, Belgio, Biografia, Drammatico, Film Europei, Olanda, Recensioni divider image
The Devil's Double (2011)

La vera storia basata sul libro autobiografico The Devil’s Double,  scritto da Latif  Yahia è il film che oggi raccontiamo ai nostri lettori di Ultimociak, sottolineando la bravura del doppio attore principale, Dominic Cooper, un autentico esempio di attore con la A maiuscola. Latif Yahia è colui che in gergo viene chiamato Fedai (un sosia che viene sacrificato), per la sua impressionante somiglianza con il figlio maggiore di Saddam Hussein, Uday, chiamato da tutti “il principe nero” per i suoi atti criminali. Uday è uno psicopatico alcolizzato, drogato, con il vizio delle donne, anzi delle ragazzine spesso minorenni, addescate all’uscita della scuola per poi violentarle e ammazzarle. Uday vive nel lusso, sperpera tutta la sua ricchezza in costosi vestiti ed auto come la Ferrari, ha mille prostitute che lo soddisfano in tutte le sue richieste perverse; un giorno fa chiamare il suo ex compagno di classe, Latif  Yahia, e con le sue maniere lo costringe ad essere il suo sostituto, esponendosi direttamente nelle zone più rischiose al suo posto. Siamo infatti nel periodo in cui l’Iraq ha invaso il Kuwait nel 1987, in piena guerra; Latif contro la sua volontà è costretto a imparare i modi che caratterizzano Uday, sottoponendosi a piccole operazioni chirurgiche per essere completamente uguale al principe nero, evitando così che la sua famiglia venga ammazzata per un suo semplice rifiuto. Latif perde così la sua identità, e solo una fuga potrebbe salvarlo dal legame ossessivo del primo figlio di Saddam, il violento e spietato Uday Hussein.

The Devil’s Double è senza dubbio un lavoro costruito ad opera d’arte attorno al protagonista Dominic Cooper, in grado di interpretare sia lo spietato figlio del dittatore iracheno, sia il povero sosia Latif, dando prova di tutta la sua bravura espressiva. Grazie a lui il film mantiene un livello alto di azione, dovuta anche alla storia reale che in qualche modo incuriosisce lo spettatore, fino a quel momento forse poco sapiente della vita di Uday Hussein. Il regista Lee Tamahori è senza dubbio un professionista capace di non fare cadare la storia nella retorica, anche se qualche scena forse non risulta verosimile alla realtà. Ma nel mondo cinematografico  bisogna saper raccontare adattando la realtà al cinema, mescolando i personaggi che risultano in questo modo più efficaci e amabili per il pubblico. Non mancano le citazioni al capolavoro di Brian De PalmaScarface – anche se il personaggio di Uday sin dall’inizio vive nel lusso, a differanza di Tony Montana che compie la scalata al potere facendo la gavetta iniziale.

Purtroppo ancora sconosciuta una data di uscita in Italia, da vedere assolutamente con i sottotitoli in italiano!

Voto:

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