Torino 29: Calvin Reeder – The Oregonian (2011)

30/11/2011 by Maurizio
2011, Film Americani, Gli esordi alla regia, Horror, Mystery, Recensioni, Speciale festival di..., Stati Uniti, Torino Film Festival divider image
The Oregonian (2011)

In occasione del 29° Torino Film Festival, mi ha incuriosito la trama di un film proiettato in Sala Massimo 3 cinema Greenwich, The Oregonian.  Il regista Calvin Lee Reeder, dopo essere entrato in classifica redatta da Filmmaker Magazine tra i “25 New Faces of Independent Film” grazie alla regia di un corto horror, gira il suo primo lungometraggio anti-conformista, indipendente, fuori dagli standard cinematografici che gli facilita la possibilità di mostrare scene surreali, per certi versi quasi incomprensibili alla stragrande maggioranza del pubblico presente in sala, il quale secondo il mio punto di vista non ha ben capito il senso logico che  Reeder ha voluto dare al suo horror indie, ovvero filmare una storia fuori dal comune. È stato quasi comico il fatto che le domande del pubblico dirette al giovane regista presente presente in sala siano state insoddisfatte per le generiche risposte di Reeder, forse perchè lo stesso director ha girato un film senza porsi troppi interrogativi, lasciano libertà e indipendenza al suo spirito cinefilo che, ricordiamo, è stato influenzato dagli horror anni’60/’70.

La protagonista di The Oregonian è una giovane attrice (anche lei presente in sala) interpretata da Lindsay Pulsipher, famosa per aver recitato Crystal Norris nel serial HBO True Blood. Nel film, la donna si ritrova sopravvisutta ad un misterioso incidente stradale in cui, per cercare aiuto, cammina lungo una strada dove incontra i più folli personaggi: tra questi una vecchia dagli occhi spalancati con un sorriso pauroso, un uomo dal respiro asmatico che piscia nero, infine una mascotte verde. Come farà a trovare aiuto la graziosa protagonista?

Il difetto del film è che alla fine si cala verso un genere splatter, dove secondo il mio punto di vista doveva venire  meno per rimanere sullo stesso livello onirico iniziale, dove  ci sono scene di tensione girate perfettamente da Calvin Reeder e senza l’aiuto della solita colonna sonora da film horror. Il regista riesce a trasmettere l’ansia giusta con le sue inquadrature che svelano uno alla volta i personaggi, i quali vivono in un  mondo anomalo, dove l’unica via d’uscita è essere come loro, senza se e senza ma.

The Oregonian non è un film per tutti, c’è chi lo reputa una boiata, chi invece un lavoro sperimentale ben riuscito: per me è una sufficienza piena, considerato anche che è il primo lungometraggio per il regista. Improbabile la sua uscita in Italia.

Voto: 

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