The Spirit of ’45 (2013)

04/11/2014 by Renato Volpone
2013, Documentario, Film Europei, Gran Bretagna, I doc.dei grandi registi, Recensioni, Storico divider image
The Spirit of '45 (2013)

Ken Loach con questo documentario mette a confronto la politica e lo spirito inglese dell’immediato dopo guerra con quelli più recenti a partire dal governo Thatcher.

Il racconto viene costruito sulle testimonianze di persone che hanno vissuto la drammaticità della guerra e gli esordi di un lungo periodo di pace, persone ormai anziane che hanno visto la politica labourista e socialista costruire il futuro del popolo, della gente comune in un Paese che apparteneva a tutti. La povertà era un costo e un problema: contrastare la povertà e le malattie voleva dire progresso, risparmio e benessere, la cosiddetta politica del welfare. Loach pone l’accento sul fatto che solo una grande guerra può indurre i ricchi e i potenti a gettare uno sguardo ai poveri e a tendere una mano, per poi, con il passare degli anni e della memoria storica, ritirarla e ritirare anche quanto era stato offerto e costruito, ad esempio il lavoro dipendente ai portuali. L’imperativo degli anni finali del ventesimo secolo è stata la privatizzazione di ciò che era invece stato centralizzato nella gestione dei servizi a partire dal 1945 (sanità, acqua, elettricità, miniere, ecc.). La posizione del regista è nettamente politica e usa strumenti di comunicazione efficaci per far arrivare il messaggio: le immagini, l’età degli intervistati, la comparazione dei fatti. Certo dimentica le condizioni che hanno portato al pugno di ferro della” Lady”, ma non gli si può dare torto sul fatto che la politica industriale ed economica di fino ed inizio millennio sono state votate al puro profitto e non alla crescita del Paese, per la quale occorre invece considerare anche il benessere di tutti. L’individualismo e il contrasto crescente tra le parti sociali  crea tensioni e conflitti dannosi tutti.

Il documentario è molto interessante sia come esercizio di propaganda che come memoria storica: in lingua originale con i sottotitoli, utilizza il bianco e nero e poco colore per dare il senso della gravità post bellica e post boom economico, la scelta delle immagini di repertorio sembra, invece, un po’ affrettata e non approfondita.

Voto:3 stelle

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