The Wolf of Wall Street (2013)

29/01/2014 by Renato Volpone
2013, Biografia, Commedia, Crimine, Drammatico, Film Americani, In uscita in Italia, Recensioni, Stati Uniti divider image
The Wolf of Wall Street (2013)

L’apoteosi della corruzione e del malaffare. Scorsese con questo film sdogana l’illegale e facile arricchimento riuscendo a creare, con il carisma di Leonardo di Caprio, un antieroe nel personaggio di Jordan Belfort.

Il protagonista di questo film arriva dalla povertà, non si sa quale, e diventa subito un arrampicatore sociale assetato di soldi. La strada è facile e spianata per chi ha il coraggio sfacciato di buttarsi a capofitto nella mischia, stiamo parlando di broker e di gioco in borsa, un gioco in cui ci si arricchisce  puntando i soldi degli altri. Non c’è morale o etica in questo mondo, l’importante è massimizzare il profitto e non importa se chi perde è povero o ricco o se i soldi sono un capriccio o i risparmi di una vita. Sesso, soldi, belle donne e droga a volontà. Tutto ti è permesso quando guadagni un milione di dollari al giorno. Ti è permesso anche di perdere, tanto povero non diventerai più. E qui, nella filosofia dello sceneggiatore si perde il senso della realtà per dare enfasi alla bellezza di essere ricchi. La facile scalata di Belfort fondata sulla dabbenaggine dei risparmiatori è troppo semplice, le soluzioni per frodare il fisco sono davvero ridicole, anche se plausibili. Lo spettatore si trova catapultato in un mega ufficio dove tutto è bello, dove il sesso si fa in ascensore e le orge nella sala riunioni, dove drogarsi è un obbligo: insomma il paese dei balocchi, ma qui Pinocchio non finisce male, tutto finisce bene, anche quando le cose vanno storte. Jordan diventa vittima della giustizia e “ingiustamente” privato dei suoi amabili giochi, ma nessuno finisce mai veramente condannato. Una giostra impazzita dove tutto è lecito al di fuori di ogni logica sociale, ma la bussola la si perde definitivamente quando il protagonista deve raggiungere velocemente la Svizzera e per farlo si sconfessano tutte le logiche della geografia e dei trasporti.

La storia però è avvincente, ci vogliono tre ore per raccontare quanto sia bello diventare ricchi e fregarsene del prossimo, ma lo spettatore non si annoia affatto, anzi ride e comunque non gli viene lasciata scelta, la soluzione è una sola o il rimpianto sarà comunque troppo grande. Il giudizio tecnico del film rimane sul discreto, ma il giudizio morale perde tutte le stelle memore soprattutto di un periodo storico, l’attuale, che sembra la piattaforma dove si giocano le stesse carte, dove i furbi sono i vincenti e gli onesti i perdenti: non c’è speranza per gli “sfigati”. Il film purtroppo è lo specchio di una realtà costruita sull’immaginario di ricchezza, potere e successo e non c’è nemmeno il più piccolo spiraglio che indichi che la filosofia di vita possa essere diversa  e migliore. Unica consolazione è che chi ha ancora una coscienza possa esercitare il diritto del biasimo.

Voto:3 stelle

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