Venezia 71 – Naji Abu Nowar – Theeb (2014)

02/10/2014 by Roberto Matteucci
2014, Avventura, Drammatico, Emirati Arabi Uniti, Film Asiatici, Film Europei, Giordania, Gli esordi alla regia, Gran Bretagna, In uscita in Italia, Mostra del cinema di Venezia, Qatar, Recensioni, Speciale festival di... divider image
Theeb (2014)

“Lupo genera lupo.”

Hejaz è una parte dell’attuale Arabia Saudita, si affaccia sul Mar Rosso. Durante la prima guerra mondiale era dominata dall’Impero Ottomano, ma la sua caduta era imminente. Il deserto è il regno delle tribù di beduini. La loro ospitalità è nota, nonostante la guerra e nonostante possa presentarsi qualcuno con intenzioni poco chiare: “non respingere mai un ospite.”   Hejaz, la prima guerra mondiale, i beduini sono le fonti del film Theeb di Naji Abu Nowar.

In una tribù beduina da poco è morto il capo. A succedergli ci sono i tre figli. Il maggiore ha assunto il comando, gli altri due sono Hussein il mezzano e il giovane Theeb. Theeb il cui nome significa lupo.   L’inizio è solare, su una pietra del deserto c’è un simbolo. Il rapporto fra Hussein e Theeb è profondo, Hussein gli sta facendo da padre, gli insegna a sparare (“Niente proiettili finché non tiri diritto.”), a vivere nel deserto, sembrano felici. La pace della tribù è interrotta dall’arrivo di un ufficiale inglese con una guida. Conoscono bene i costumi dei beduini, la loro richiesta di essere accompagnati lungo una via pericolosa non sarà rifiutata. Sulle leggi legate alla natura si base il film. Il deserto è la loro casa, il regista riprende le luci affascinanti esaltando le lande di sabbia e il suo paesaggio. Una natura a volte violenta, con dei percorsi che potrebbero essere mortali. Sono gli uomini soprattutto a renderla brutale. Gli stessi uomini saranno chiamati a svolgere il ruolo di giudice e applicare la legge, anche se sono giovani come Theeb.   La figura dell’inglese è corta, quasi minimale. In realtà rappresenta il mondo esterno, distante. Nella scena della tenda il beduino e l’inglese bevono il caffè. La differenza è evidente: l’arabo lo sorseggia mentre l’inglese lo beve tutto di un sorso. Ma per un ragazzino curioso come Theeb, il soldato inglese rappresenta un mondo sconosciuto e perciò mitizzato e attratto: “sei un principe?”71 Mostra Internazionale cinematografica di Venezia

La pellicola è di valore, oltre la conoscenza del mondo dei beduini, la storia assume ugualmente una tensione vivace, un finale vibrante, delle relazioni umane forti, un’ansia claustrofobica. Ma il predominio spetta al deserto, è lui a dettare le leggi naturali. I beduini le utilizzano per costruire la loro società.

 

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