Tonino Guerra, il poeta che sognava di salvare l’Aquila.Di Annalina Grasso

15/04/2012 by Annalina Grasso
News divider image
Tonino Guerra

Amava continuamente ripetere che, chi salva anche una sola opera d’arte,salva la bellezza, Tonino Guerra, poeta, scrittore e sceneggiatore romagnolo; specialmente in occasione del Premio Rotondi ai salvatori dell’arte per ricordare il terremoto de L’Aquila. E contribui’ a salvare molte opere d’arte sacra,ma voleva fare di più, questo perché sapeva bene quanta importanza avesse per un Paese come L’Italia, la bellezza. E se la cultura, come sosteneva, è già mezza bellezza, allora quest’uomo sensibile, pieno di passione per la vita e per l’arte, ottimista per indole, amante della terra e della natura, si lasciava attraversare, o meglio, accarezzare dalla bellezza.

Favola, semplicità, parole e sensazioni, c’è tutto questo e molto altro nelle sue storie tramutate in immagini e movimento memorabili grazie alle sue collaborazioni con maestri del cinema italiano come Fellini, Antonioni, Visconti,De Sica, Petri, Rosi, Monicelli. E  poi la poesia popolare, dialettale,l’ironia, la malinconia, il divertimento, l’importanza data al paesaggio, al contesto geografico; pensiamo ad esempio ad “Amarcord”(Oscar miglior film straniero 1973): film della memoria, (Amarcord vuol dire proprio “io mi ricordo” nel dialetto riminese) venti anni dopo “I vitelloni”, Fellini e Guerra descrivono la loro Romagna durante il periodo fascista, con buffonerie, nostalgie, con la quotidianità della gente del posto, mettendoci tutta la loro anima, ne viene fuori cosi una Rimini generosa, surreale, un po’ folle, stravagante, sognatrice, speranzosa con tanta voglia di riscattarsi dalla povertà.

Ma Tonino Guerra si è anche misurato con un linguaggio diverso, volto all’indagine psicologica, come avviene nel film di Antonioni Deserto rosso, questa volta sfondo delle nevrosi della protagonista (un’intensa Monica Vitti)è Ravenna, non gioiosa come Rimini ma ridotta qui ad un desolante deserto industriale.Ha condiviso in perfetta sintonia la sua poeticità con quella del regista russo Tarkovskij nel film Nostalghia, traboccante di estetismo e lirismo nonchè pieno di momenti magici, inafferrabili. Curioso poi è il caso del film di Petri La decima vittima (alla cui sceneggiatura partecipò anche Ennio Flaiano),un mix di commedia, spionaggio e western, oppure L’assassino film più impegnato socialmente, introspettivo, di genere, sulla scia dei polizieschi americani. Non è un caso, probabilmente, che il grande sceneggiatore si sia spento proprio nel giorno della celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo 2012, pochi giorni dopo aver compiuto 92 anni) e le sue ceneri sono state incastonate nella roccia, sopra la sua casa di Pennabili, paese dove ha vissuto i suoi ultimi 25 anni.Tra le sue numerose collaborazioni cinematografiche si ricordano soprattutto: Blow up, L’avventura, La notte, L’eclisse, La noia, Matrimonio all’italiana, I girasoli, Tre fratelli, e La nave va, Zabriskie point, Kaos, Ginger e Fred, il volo, Il passo sospeso della cicogna, Al di là delle nuvole.

E pensare che questo grande poeta che voleva salvare L’Aquila, iniziò la sua straordinaria carriera in circostanze tragiche; in un campo di concentramento di Troisdorf nel 1943, scrivendo poesie in dialetto per alcuni romagnoli; ha contribuito largamente al successo del cinema italiano nel mondo.




bottom round image

footertop right
© 2014 by Ultimociak

Content Protected Using Blog Protector By: PcDrome.