Torino 29: Vergiss dein Ende – Way Home (2011)

01/12/2011 by Maurizio
2011, Drammatico, Film Europei, Germania, Recensioni, Speciale festival di..., Torino Film Festival divider image
Vergiss dein Ende Way Home (2011)

Cosa succederebbe se un giorno la persona che accudisce un vostro famigliare sparisse lasciandolo solo? Questo è il punto di partenza di Vergiss dein Ende – Way Home, diretto da Andreas Kannengießer, in cui si mostra le difficoltà di una donna, Hannelore, nel  sostenere e nell’ accudire il marito vittima dell’Alzheimer, la terribile malattia che cancella la memoria, quei ricordi sbiaditi e soffocati anche nella mente della moglie, stanca di dover passare lunghissime giornate snervanti a fare la mamma per la seconda volta nei confronti del compagno di una vita. Un giorno la donna decide di regalarsi una pausa, scappando all’improvviso e lasciando il figlio in preda al panico, con il padre da lavare, da imboccare senza l’aiuto di nessuno. Hannelore decide di liberarsi della totale dipendenza di una vita monotona che non le da alcuno stimolo, prende un bus verso il Mal Baltico dove a suo modo si fa ospitare dal vicino di casa,  Günther, un uomo omosessuale anche lui diretto nella stessa destinazione. Insieme trascorreranno momenti altalenanti, talvolta scontrosi per i troppi problemi che hanno entrambi, fino ad arrivare ad avere bisogno l’uno dell’altro, per ritrovare la via della loro esistenza.

Secondo lungometraggio per Andreas Kannengießer, dopo l’esordio di Planet Carlos, a suo volta presentato al Torino Film Festival nel 2008. La storia non si limita solamente a raccontare i disagi di una donna con la sua voglia di evadere dalla routine, ma cerca di approfondire anche le problematiche di coloro che si trovano all’improvviso a dover preoccuparsi di un famigliare che fino a quel momento veniva visto con distacco, essendo tenuto sotto osservazione da altri. In questo caso il figlio, trovandosi spiazzato anche per il fatto che è un ragazzo ancora immaturo (sta diventando padre ma pone dei dubbi che la sua relazione possa andare avanti), non riesce a trovare la soluzione adatta per affrontare quell’inconviente, e trova il rimedio portando il padre Klaus in ospedale, dove potrà avere un nutrimento migliore e soprattutto l’assistenza di infermieri professionali.

Forse Kannengießer ha affrontato le numerose tematiche di  Way Home, soffermandosi poco sull’aspetto psicologico dei personaggi, o meglio, molto sulla protagonista e limitato  su Günther, il vicino interpretato ottimamente da Dieter Mann.

Oggettivamente la sufficienza è piena, distaccandosi dai troppi film lenti che il Torino Film Festival ci propone quest’anno, anche se difficilmente sarà il possibile vincitore.

Voto:

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