Ischia 11 – Treno di notte per Lisbona (2013)

05/07/2013 by Alessia Carnevale
2013, Film Europei, Germania, Ischia Film Festival, Mystery, Portogallo, Recensioni, Romantico, Speciale festival di..., Svizzera, Thriller divider image
Treno di notte per Lisbona (2013)

A vent’anni da La casa degli spiriti, tratto dall’omonimo romanzo di Isabel Allende, Bille August sceglie di lavorare nuovamente con Jeremy Irons, l’attore britannico dall’invidiabile e spaventosa carriera cinematografica alle spalle. Treno di notte per Lisbona, basato sul romanzo del 2004 di Pascal Mercier, è un “thriller romantico” che riconferma l’indole e la capacità del regista di portare al cinema straordinarie opere letterarie, riuscendo in maniera impeccabile a rendere visibile la parola scritta.

Il professor Raimund Gregorius (jeremy Irons) vive da solo  in un piccolo appartamento di Berna ed ogni mattina si reca nella scuola dove insegna. Conduce una vita alquanto monotona e ripetitiva, circondato dalla sola compagnia dei propri libri, non traendo particolare soddisfazione dagli studenti e concedendosi ogni sera una partita a scacchi a cui gioca da solo, per ingannare il tempo. Una mattina però, sulla strada che abitualmente percorre per recarsi a lavoro, salva la vita ad una donna in procinto di lanciarsi da un ponte, un incontro tanto fortuito quanto breve che gli cambierà la vita, illuminando finalmente la sua noiosa esistenza.

Il film è stato presentato in anteprima nel febbraio 2013 alla sessantatreesima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino e poi distribuito in Germania, nella Svizzera tedesca, in Portogallo, Olanda ed Italia. Il 30 giugno 2013 l’Ischia Film Festival lo ha proiettato nella Cattedrale dell’Assunta del Castello Aragonese, regalando al pubblico uno speciale incontro con Bille August, a cui ha conferito il premio Ischia Film World. Bille August è tra gli unici sei registi al mondo ad aver vinto più di una Palma d’Oro al Festival di Cannes (Pelle alla conquista del mondo nel 1988 e Con le migliori intenzioni nel 1992) ed è solito intraprendere grandi sfide cinematografiche basate sulla difficoltà di tradurre in immagini straordinarie opere letterarie, vincendole immancabilmente. Treno di notte per Lisbona ci cala nel regime di Antonio de Oliveira Salazar, mostrandocelo da una certa distanza (sia temporale che visiva), attraverso il racconto di chi ha partecipato attivamente alla resistenza. Il professor Raimund entra in possesso di un libro e di un biglietto del treno per Lisbona, nascosti tra le tasche del cappotto della sconosciuta che ha tratto in salvo, e  decide di intraprendere un’avventura alla scoperta dell’autore del libro e di se stesso. “Mi sarebbe piaciuto essere l’autore del libro” spiega Raimund ad una sua amica.Ischia Film Festival 11

Un viaggio nel caldo e colorato Portogallo (ben diverso dalla fredda Svizzera, rappresentata in maniera grigia, come del resto è la sua vita) che gli permette di appassionarsi nuovamente a qualcosa, sentendosi coinvolto nelle vicende dell’autore del libro come fossero state da lui vissute in prima persona. “Quando la dittatura è un fatto, la rivoluzione è un dovere” : Raimund è affascinato da una terra che ha combattuto per la libertà, che sarebbe stata disposta a rinunciare anche alla propria vita pur di non sottomettersi al regima dittatoriale di Salazar, mentre la Svizzera, da cui proviene, non ha mai condotto alcuna rivoluzione interna ed è notoriamente ricordata per la sua neutralità verso le rivoluzioni altrui. Quello di Raimund è un viaggio tra passato e presente da cui raccoglie una sfida di cambiamento, trovando il coraggio di rinnovarsi e assecondando la propria libertà di espressione. Treno di notte per Lisbona ci mette di fronte alla possibilità di abbandonare tutto ciò che si è stati, sconfiggendo la paura di cambiare direzione, messaggio già sentito e quasi all’insegna dell’ovvietà  ma sempre di grande effetto sul pubblico.

3.5 stelle

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4 Responses to Ischia 11 – Treno di notte per Lisbona (2013)

  • 09/08/2013 alle 07:19

    ESTER GEREMIA

    Un viaggio interiore che mi ha toccato.Forse più comprensibile per chi ha buona parte della vita alle spalle e sta per cedere alla stanchezza

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  • 09/08/2013 alle 11:41

    Maurizio Enzo

    Anch’io sono insegnate ma se si può definire monotona la vita di Gregorius? cosa è la mia o la vostra? gregorius se ben vi ricordate dichiara di affezionarsi agli studenti e di voler cambiarli per non affezionarsene troppoMa chi si affeziona agli studenti in Italia?per cui la vita e tutta la tensione del prof greagorius e tuttaltro che monotona ma viva e densa proprio per questo è resa possibile tutta la storia successiva .Qualche imbecille ha scritto che l’autore sconosciuto del libretto è un orafo della parola che affascna il professore con banalità filosofiche e per questo lo perdona .Quel critico spaccone il solito pomposo travet della carta stampata non potrebbe capirne e concepirne neanche una.Secondo me il dramma è ribaltato:quei personaggi sono troppo distanti dalla nostra storia monotona che facciamoPer cui per noi questa storia è inconcepibile e la rifiutiamo.

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  • Ho visto il film , ne sono rimasta conquistata, voglio leggere il romanzo, amoil Portogallo e credo che il suo popolo sia un impasto di dramma, melanconia e facile allegria per nascondere la consapevolezza di quanto sia difficile vivere. Credo che ilfilm sia una grande opera e Jeremy Irons un grande attore, un animo oscuro nella luce di lisbona, quale sofferenza. Ho trascorso con me stessa un pomeriggio indimenticabile. Aldig 2014

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