Jan Ole Gerster – Un caffè a Berlino (2012)

28/10/2013 by Renato Volpone
2012, Commedia, Drammatico, Film Europei, Germania, Gli esordi alla regia, In uscita in Italia, Recensioni divider image
Un caffè a Berlino (2012)

Un film che si può definire Il diario della rivoluzione interiore. Una giornata di ordinaria follia in giro per Berlino alla ricerca di un caffè.

Niko si trova ad affrontare quella che è una classica giornata “no” e a fare i conti con le scelte della sua vita: ha solo vent’anni e tanto bisogno di pensare, ma il tempo incalza. Le sue azioni o inazioni provocano reazioni a catena inarrestabili e imprevedibili, e sono le stesse banali azioni che ognuno di noi, nella più assoluta incoscienza o ignoranza, ha compiuto almeno una volta nella vita. Ma il tempo è maturo per prendere delle decisioni, ma quali decisioni? Lo spettacolo è “off”, drammatico come la vita, bisogna solo decidere se lasciarsi intimorire e soffrire interiormente o ridere e liberare il proprio spirito “Off”, fuori, è la stessa cosa, ogni scena può avere un risvolto comico e uno drammatico, sta allo spettatore scegliere dove ridere e dove concentrarsi, ma il film sceglie per lui e ognuno, per il suo costrutto di vita, troverà o l’una o l’altra faccia dello specchio. Tenuemente delicato comincia con la morte di un amore che forse non è mai nato e finisce con la morte di uno sconosciuto destino, senza amore.

Può essere l’immagine dell’evoluzione del sé di cui si potrebbe non conoscerne nemmeno il nome. I fili del destino sono tesi e guidati da mani sadiche che lasciano il burattino incapace di compiere le proprie scelte. In bianco e nero come la vita, come il contrasto tra quello che si è, quello che si potrebbe essere e quello che si vorrebbe essere, ma forse non lo si sa o non lo si vuole.

Voto:3 stelle

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