Cannes 66 – Un château en Italie (2013)

23/05/2013 by Luca
2013, Cannes Film Festival, Commedia, Drammatico, Film Europei, Francia, Recensioni, Speciale festival di... divider image
Un château en Italie (2013)

Lo sgretolamento di una famiglia decaduta, la disperazione di una donna sola che a 43 anni, senza aver costruito niente nella propria vita, è convinta sia ormai troppo tardi per trovare l’amore e fare figli. In una sorta de ‘Anche i ricchi piangono’ franco/italiano Valeria Bruni Tedeschi presenta una riflessione semi-autobiografica sull’amore, sulla morte e sui privilegi della vita agiata. Anche se manca la figura della sorella (una certa Carla Bruni Sarkozi), l’ex compagno della regista (Louis Garrel) recita nel ruolo del giovane attore che perde la testa per lei, la madre Marisa Borini interpreta sè stessa, mentre il fratello morto nel 2006 di AIDS è interpretato da Filippo Timi.

I Levi Rossi sono una famiglia torinese diventata ricca grazie alla fabbrica del capofamiglia oggi morto, come la fortuna creata nel tempo. Louise (Valeria Bruni Tedeschi) vive a Parigi ed ogni tanto torna a casa nel castello di Castagneto dove vive il fratello Ludovic (Timi) con la madre. Un giorno passeggiando nei boschi di rientro dalla visita di un monastero incontra Nathan (Garrel), che la riconosce in quanto ex-attrice e perde la testa. Lei dapprima resiste, ma in seguito la crisi di mezza età e le paure di una vita solitaria prendono il sopravvento ed apre il suo cuore al giovane ragazzo, anche se gli interessi dei due sembrano divergere.

Bruni Tedeschi dipinge il racconto dividendolo in capitoli come le stagioni, mettendo insieme la cronaca della relazione prendi/lascia con Nathan, la sua decisione di avere un bambino, il deterioramento fisico di Ludovic, le vicissitudini con Serge, un amico di famiglia alcolizzato e scroccone, e le indecisioni su come risolvere la crisi di liquidi della famiglia (vendere o meno un dipindo del valore 3 milioni, aprire o meno al pubblico il castello di famiglia).

66°  Festival di Cannes

Onestamente si fa fatica ad entrare in empatia con i protagonisti, forse in parte a certi problemi ‘borghesi’ che hanno, forse per la leggerezza emotiva dato dal taglio registico; quanto meno non traspare dalla pellicola il dolore che ci si aspetta dai personaggi, tenendo conto delle situazioni vissute dai personaggi e nella vita reale. Pur essendoci bei momenti, la storia non è ben sviluppata: la sottotrama del fratello Ludovic non è approfondita come dovrebbe e non si capisce bene il senso di quella dell’amico Serge.

Presentato in concorso (!) a Cannes 2013, il film per ora non ha date di uscita se non a metà ottobre in Francia, ed è probabile vederlo in Italia verso fine anno.

Voto: 2.5 stelle

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