Un giorno devi andare (2013)

31/03/2013 by Renato Volpone
2013, Drammatico, Film Europei, Francia, In uscita in Italia, Italia, Recensioni divider image
Un giorno devi andare (2013)

Un giorno devi andare … perché non stai più bene, perché hai sofferto, perché la vita ti ha colpito duro, oppure  ti puoi  rinchiudere nel tuo guscio, in un doloroso silenzio. Due donne, una madre chiusa nella dignità del silenzio e della rinuncia, e la figlia che va all’altro capo del mondo, là dove “tutto è così grande, così potente e maestoso, così violento”.

Giorgio Diritti alterna il passato, il gelido inverno della provincia italiana, al futuro, alla calda e umida estate delle favelas di Manaus in Brasile. Un’altra storia raccontata con la stessa delicata fermezza a cui ci aveva abituati con l’uomo che verrà e il vento fa il suo giro. Un regista che è una garanzia di successo e di qualità (meno male che ce ne sono ancora). Un film fatto di storie profonde, ma anche di immagini spettacolari che fanno nascere il desiderio di esserci, nell’una e nell’altra parte del mondo.

Augusta, una sorprendentemente brava Jasmine Trinca,  la figlia, arriva nelle terre di missione dove uomini e donne di fede si donano agli altri nell’intento di  aiutare un popolo povero e vessato. E’ una donna trentenne con il dolore nel cuore e non capisce la tenacia della suora che  crede nella fede e nell’intervento di Dio nelle cose umane. Le chiede: “cosa ti dice che Dio sia al nostro fianco”. La suora più tardi dirà: “quello che hai detto mi ha fatto pensare molto”. E anche lo spettatore avrà di che pensare e riflettere sulla condizione umana, sulla fede, sulla libertà che viene dalla natura e da una vita senza vincoli. In quelle terre lontane vive una  religione e un messaggio che sono lontani dalle Cattedrali, più vicini alla gente, dove il compromesso tra sopravvivenza e teologia è più forte, dove si insegna ad usare il preservativo, dove la carità è a prescindere. Augusta ha una fede molto piccola e incerta, ora “deve essere terra” e dimenticarsi di Dio, perché lì non c’è, non si sente, non dice niente. Lì si vedono i bambini, quei bambini che vengono dal mare, che sanno sorridere, che sanno fare festa, che sono la festa, ma lì si vendono anche i bambini, per pochi soldi. Lì si spezzano i cuori delle madri e il mondo è indifferente perché pensa solo al denaro a crescere, a cambiare e esplodere e non conta chi paga. Augusta si rifugia in un luogo al confine del mondo, della realtà, dove nulla esiste più se non una mano innocente e amica che deposita un po’ di cibo di fronte alla sua capanna. Dall’altra parte la vecchiaia, un mondo antico e freddo che si antepone alla grandezza dell’essere. Il piccolo convento dove le donne si raccolgono in pacifica preghiera, dove la gente fuori è fredda e distaccata, come l’inverno stesso. La rottura dei mondi diviene evidente quando arriva la ragazza indios a fare la badante della nonna di Augusta. In ospedale vede morire la compagna di letto della nonna e recita una preghiera meravigliosa, il grazie al corpo: grazie alle gambe che ti hanno portato, grazie ai piedi che ti hanno sorretto, grazie alle mani che hanno costruito, grazie al cuore e all’anima che ti hanno permesso di amare. Due mondi contrapposti e ciascuno può scegliere da che parte stare, una scelta non facile, come non facile è fare i conti con la propria coscienza.

Un film che ti rimane impresso e che non si farà dimenticare, come la scena dei bambini che fotografano la casa che cade nell’acqua, quella casa, quelle case costruite sul niente, ma dove palpita il cuore della gente vera.

Voto:4 stellestella

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One Response to Un giorno devi andare (2013)

  • Un giorno devi andare: film commovente, con una bellissima fotografia e recitato benissimo. Ti immergi nella natura e nella spiritualità. Ciascuno porta nel cuore un dolore e vorrebbe estraniarsi alla ricerca di un significato della vita. Questo film fa riflettere anche sul futuro del mondo. E’ un piccolo capolavoro.

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