Sylvain Estibal – Un insolito naufrago nell’inquieto mare d’Oriente (2011)

30/06/2014 by Renato Volpone
2011, Belgio, Commedia, Film Europei, Francia, Germania, Gli esordi alla regia, In uscita in Italia, Recensioni divider image
Un insolito naufrago nell'inquieto mare d'Oriente (2011)

Un racconto strano e divertente per parlare della questione palestinese.  Sylvain Estibal offre un messaggio di speranza e di pace mettendo in ridicolo le situazioni più assurde e drammatiche che si vivono nella striscia di Gaza.

Jafaar è un pescatore palestinese povero e sfortunato che riesce solo a pescare sardine e vive con la moglie lungo “il muro”. Il loro solo sostentamento viene dalla povera pesca e dalle olive di un albero secolare che cresce lì accanto. Vivono in una casa sventrata dall’esercito e con sul tetto i soldati israeliani che controllano il passaggio sulla vicina strada. Il punto di vista dei personaggi accomuna israeliani e palestinesi come fossero abitanti dello stesso pianeta, della stessa terra: così il soldato scende dal tetto e guarda la telenovela con la moglie del pescatore. Siamo tutti esseri umani. Un giorno Jafaar trova nelle reti un maiale vietnamita e, dopo i primi momenti di panico, cerca di sfruttare la pesca miracolosa per trarne qualche vantaggio. Si avventura così vicino ai posti di controllo per contrattare la vendita dell’animale ai coloni russi. Ne consegue un buffo scambio di vedute e di seme per fecondare le scrofe dei russi. L’allevamento dei maiali, animali impuri, è concesso perché questi riescono a fiutare la presenza di esplosivo e vengono usati per sventare attentati terroristici. Jafaar si trova così, suo malgrado, dopo una serie di disavventure, costretto ad immolarsi per la causa palestinese.

Il racconto mette a nudo, in una maniera scandalosamente divertente, l’assurdità dei ragionamenti che stanno a monte di alcuni comportamenti religiosi e della contesa politico-territoriale. Evidenzia con ironia e umorismo come i comportamenti autodistruttivi di giovani ragazzi provengano dalla manipolazione mentale ad opera di oscuri personaggi. Il risultato è una commedia gradevole, a tratti esilarante, che mostra come il mondo sia pieno di pecore, così ingenue da credere che un maiale travestito con una pelliccia bianca sia una di loro. Ma in fondo, che differenza c’è? Un film da vedere per ricordarsi che non tutti i muri sono crollati, che la povertà è di questo mondo e che il potere distrugge irragionevolmente il quieto convivere.

Ciò che ferisce il cuore è la morte dell’ideale e l’ulivo sacrificato, vigile e centenaria sentinella sull’assurdità del comportamento umano.

Voto:3 stelle

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