Cannes 65 – Un sapore di ruggine e ossa – Rust and bone (2012)

18/05/2012 by Luca
2012, Belgio, Cannes Film Festival, Drammatico, Film Europei, Francia, Jacques Audiard, Recensioni, Speciale festival di... divider image
Rust and bone (2012)

Dopo la consacrazione de Il profeta, Jacques Audiart torna a Cannes da beniamino, e lo fa a suo modo, raccontando la storia di individui che trionfano sulle avversità, di persone ai margini della società che non vogliono cambiare per essere accettati, ma affrontano il mondo a loro modo. Rust and bone (Ruggine ed ossa) è la storia di due disabili (uno a livello emozionale, l’altro fisico) il cui incontro porta entrambi a vedere la vita con occhi diversi; una storia relativamente normale raccontata in modo disciplinato e senza sbavature.

Ali (Matthias Schoenaerts) fugge con il figlio di 5 anni dal Nord della Francia ad Antibes, dove lo accoglie la sorella, che si arrangia come può facendo la cassiera in un supermercato. L’uomo trova presto lavoro nei campi in cui riesce meglio, nella sorveglianza dei locali e soprattutto negli incontri di lotta clandestina.

Durante una rissa in un locale in cui lavora come buttafuori, Ali conosce Stéphanie (Marion Cotillard) un’addestratrice di orche del vicino Marineland. I due si perdono di vista fino alla tragedia che causa l’amputazione delle gambe a Stéphanie: la donna chiama Ali e i due cominciano a vedersi regolarmente, senza però che il tutto sfoci inizialmente in qualcosa di più di un’amicizia.

Col tempo il rapporto si fa più stretto, Ali fa riscoprire a Stéphanie la gioia di vivere, che grazie a due protesi torna a camminare. La donna si trova a suo agio con l’uomo, unica persona estranea alla sua vita prima della tragedia, e soprattutto l’unico che non dà importanza alla sua disabilità. La relazione si sblocca con una scena surreale, in cui Ali si offre a Marion per testare se ‘tutto funziona ancora’. Ali è bloccato emozionalmente, e il rapporto si mantiene al livello fisico, ma chi ne fa le spese maggiormente è il figlio, che l’uomo ignora spesso e volentieri, lasciato in custodia della sorella; per buona parte del film il bambino è una comparsa sulla scena del rapporto tra Ali e Stéphanie, volutamente ignorato dalla sceneggiatura come dal padre. Il carattere più forte di Stéphanie emerge e la sua forza di volontà e amore per la vita prendono il sopravvento, mentre Ali fa di tutto per complicarsi la vita, chiudendosi in sé stesso e fuggendo dai problemi e dalle emozioni.

C’è qualcosa che manca nella sceneggiatura rispetto ai lavori precedenti di Audiart: la ricerca di un percorso che eviti la retorica e i binari prestabiliti qui è totalmente assente, ma tutto ciò ben compensato dalla solida (e solita) regia di Audiard e da due grandi interpretazioni, soprattutto della Cotillard in odore di premio; inoltre, pur essendo resa sciatta e imbruttita dal trucco, il viso di Marion rimane uno dei più belli in circolazione nell’ambiente. Schoenaerts invece sta facendo grossi per arrivare ad Hollywood, dopo il grande ruolo di Bullhead (qui la recensione).

Comprato per la distribuzione italiana dalla BIM, il film non ha ancora una data d’uscita.

Voto:

IMDb Mymovies ♦ Opensubtitles




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