Uomini senza legge – Hors-la-loi (2010)

13/04/2011 by Luca
2010, Algeria, Belgio, Crimine, Drammatico, Film Africani, Film Europei, Francia, Guerra, Storico divider image
Uomini senza legge - Hors-la-loi (2010)

Hors-la-loi (Outside the law) è un dramma storico che si occupa degli eventi che portarono l’Algeria all’indipenenza nel 1962, vista con gli occhi dei resistenti algerini in Francia.

La storia parte da lontano, con un prologo fissato nel 1925 in cui si vede il codice francese applicato ad una povera famiglia algerina, sommariamente sfrattata dalla sua casa per fare spazio a coloni francesi. “Questa terra è stata di mio padre! Io sono nato qui!”, grida il patriarca (Ahmed Benaissa), che non può produrre i documenti che provano che la terra è sua.

Vent’anni dopo, la Francia sta celebrando il giorno della vittoria e la resa della Germania nazista, e dei manifestanti nazionalisti algerini a Sétif sono massacrati dai soldati francesi di stanza su balconi e tetti, che hanno aperto il fuoco senza preavviso.

Il film inizia sul serio nel 1954 a Parigi, dove il Fronte di Liberazione Nazionale (Front de Libération Nationale, o FLN), il movimento di guerriglia per l’indipendenza algerina, si fonde e prende slancio. L’organizzazione non è solo anti-francese, ma anche violentemente contro il più moderato Movimento nazionale algerino.

I tre protagonisti sono Saïd (Jamel Debbouze), Messaoud (Roschdy Zem) e Abdelkader (Sami Bouajila), i figli del contadino espropriato, che è stato ucciso nel massacro di Setif. Inizialmente sono separati, ma dopo poco si riuniscono in una bidonville di Nanterre, fuori Parigi. Saïd, ambizioso e politicamente disinteressato, è un protettore e un promotore di boxe nel quartiere di Pigalle e diventa il proprietario di un cabaret. Messaoud, pur devoto alla causa, crede nella nonviolenza, essendo stato ferito in guerra in Indocina e avendo visto in prima persona come i guerriglieri vietnamiti abbiano sconfitto l’invasione straniera. Abdelkader, arrestato per sedizione e imprigionato, una volta scarcerato diventa un leader del Fronte di Liberazione Nazionale, e fa suo il motto ‘il fine giustifica i mezzi’.

La loro nemesi è il colonnello Faivre (Bernard Blancan), un agente dei servizi segreti francesi e uno dei leader della Mano Rossa, una nota organizzazione antiterrorismo governativa che pratica la stessa spietata tattica di guerriglia del FLN.

Si tratta di una contrapposizione senza una parte buona, perché, pur se con buoni propositi, il FLN, la somiglianza con l’IRA o l’ETA è molta, quindi non si riesce ad essere del tutto dalla loro parte, senza neanche poter stare dalla parte dei francesi.

Dopo Days of Glory del 2006, che celebrava i sacrifici dei soldati francesi in Africa durante la seconda guerra mondiale, il regista Rachid Bouchareb, dà un colpo alla botte e riporta alla luce un evento non edificante per la Francia (il massacro di  Sétif) e gli anni del terrorismo, che ancora oggi provocano accese reazioni, in un senso o nell’altro. Il cast è notevole, e i tre protagonisti sfoggiano delle splendide interpretazioni.

Secondo film nominato agli Oscar 2011 per il miglior film straniero che passa sul blog (qui La donna che canta), presentato a Cannes 2010, dove ha ricevuto qualche critica, uscirà in Italia il 6 maggio con il titolo di Uomini senza legge.

Voto: 

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