Una vita nel mistero (2010)

25/10/2011 by Maurizio
2010, Cinema indipendente, Film Europei, Italia, Recensioni divider image
Una vita nel mistero (2010)

Stefano Simone debutta sul grande schermo con Una vita nel mistero, dopo i precedenti cortometraggi dal genere horror/thriller. Con una vena religiosa, quasi mistica, il lavoro di Simone tratta il tema della fede con una sceneggiatura che talvolta pecca di banalità e frasi scontate, anche se, guardando i protagonisti, possono essere effettivamente riprese dallo stile di vita di una coppia anziana molto religiosa.

Angelo (Tonino Pesante) è un uomo innamoratissimo di Antonietta (Dina Valente), la sua amata moglie che purtroppo si è ammalata di un tumore maligno che le lascia qualche mese di vita. Dimostrando grande forza d’animo, Angelo crede e vive nei piccoli gesti di ogni giorno, provando una grande fede in Padre Pio, il santo che ogni giorno li accompagna nelle loro preghiere. Inspiegabilmente succedono cose strane in casa dell’anziana coppia, specialmente quando Angelo ha continue visioni e viene influenzato dalla figura del Padre amato da tutti i fedeli. Quando l’amata moglie guarisce completamente dal tumore, per il marito  è la conferma del miracolo per mano del santo di Pietralcina.

Una vita nel mistero presenta alcuni pregi e difetti: analizzandoli direttamente ci si accorge della discreta recitazione di Tonino Pesante, per tratti anche bravo nella sua spontaneità, mentre meno professionale ed oserei dire quasi imbarazzante è Dina Valente, poco incisiva nel suo personaggio della moglie malata. Nota positiva invece per la colonna sonora di Luca Auriemma, dove risulta efficace in  gran parte delle scene in cui spesso il film scorre lentamente. Ritornando alla sceneggiatura di Emanuele Mattana, autore anche del soggetto, è doveroso criticare la lentezza di una storia che poteva raccontare qualcosa in più e soprattutto, come citato prima, essere scritta con una trama più originale e decisamente più curata.

Stefano Simone, una volta che controllerà totalmente ogni parte dei suoi lavori, potrà decisamente girare film più personali e innovativi, vista comunque la sua regia variegata di scene girate con diverse inquadrature. Guardando i suoi lavori successivi, come Unafacebook, ci si accorge che Simone  continua a rinnovarsi e affilare la sua tecnica di regia,  curando meglio la sceneggiatura, segno della passione del giovane regista che ricordiamo, debutta alla giovane età di 24 anni.

Ritornando ad Una vita nel mistero, prendiamo atto dell’esordio in un’età in cui i ragazzi preferiscono guardare il Grande Fratello e speriamo, con le nostre critiche costruttive, di avere aiutato Stefano per i suoi prossimi lavori che ci auguriamo  siano premiati per la sua bravura nel raccontare storie originali.

Voto:

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