Weekend tra amici (2013)

08/07/2013 by Maurizio
Cinema indipendente, Commedia, Drammatico, Film Europei, Italia divider image
Weekend tra amici (Short, 2013)

Lo abbiamo conosciuto per Una vita nel mistero (2010) ed Unfacebook (2011) dove, rispetto al suo esordio, si migliora notevolmente nonostante egli ritenga il suo secondo film un’opera incompiuta. Oggi vi proponiamo il suo ultimo lavoro, Weekend tra amici, ossia il suo terzo lungometraggio che segna la sua maturità artistica. Stiamo parlando di Stefano Simone, un regista capace a soli 27 anni di avere all’attivo 3 lungometraggi e 12 cortometraggi. A differenza dei suoi lavori precedenti, dove si notano toni mistici-religiosi con piccole sfaccettature che cadono nel genere thriller (vedi Unfacebook), in Weekend di paura abbiamo una storia decisamente claustrofobica, in cui emergono all’interno di quattro mura le paure, le angoscie e rancori di quattro amici di vecchia data.

Marco (Michele Bottalico), Fabrizio (Peppe Sfera), Gianni (Matteo Perillo) e Stefano (Filippo Totaro) come consuetudine si ritrovano ogni anno in un appartamento per godersi il quadrangolare prenatalizio delle squadre di calcio per cui tifano. Tutto sembra perfetto davanti alla tv e con un buon cibo, lontano dalla proprie abitudini in una totale libertà evasiva. Quattro amici, quattro uomini, che sfogano le loro avversità parlando di calcio, difendendo le loro squadre come fosse un dovere, un orgoglio che rispecchia le loro vite. Ma proprio a causa dei litigi calcistici la tensione aumenta; ognuno sfoga le proprie angoscie sugli amici, innescando una reazione a catena senza precedenti, in attesa dei tre fischi finali che segnano la fine del loro weekend calcistico.

Girato in presa diretta, Stefano Simone è stato capace di girare in più di 60 minuti una storia che non ha buchi nella sceneggiatura, con la tensione giusta grazie ai primi piani e alla bravura dei protagonisti, tra tutti Matteo Perillo e Filippo Totaro. Weekend tra amici ricorda senza dubbio l’ultimo lavoro di Polansky, Carnage, per i dialoghi e l’ambientazione della storia. Qualche difetto si è visto nell’audio, quando la telecamera era lontana dal protagonista e per cui si è avuta qualche  difficoltà nel capire alcune frasi. Forse si poteva marcare maggiormente alcuni dettagli psicologici che avrebbero fatto capire meglio  la causa innescante l’ira  dei personaggi. Ad ogni modo si tratta di dettagli che Stefano sicuramente nel corso del tempo migliorerà. Da sottolineare ancora una volta le buone musiche di Luca Auriemma, una collaborazione costante nei lavori del giovane regista.

Ringraziando il regista per la sua disponibilità, Ultimociak gli augura ancora una volta una brillante carriera cinematografica, aspettando il suo prossimo lavoro che sarà sicuramente il suo miglior film.




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