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Era da molto tempo che volevo vedere Wintersleepers – Sognatori d’inverno, il secondo lungometraggio del regista Tom Tykwer (Lola Corre, The International, Profumo – Storia di un assassino), per un semplice motivo: a mio modesto parere Tykwer è uno dei migliori talenti europei in circolazione, con una grande tecnica che migliora notevolmente i suoi lavori. Wintersleepers – Sognatori d’inverno, nonostante abbia un soggetto interessante ed una sceneggiatura articolata composta da storie parallele, non è il film adatto per avvicinarsi al regista tedesco per il semplice motivo che non mette in risalto il montaggio e le svariate inquadrature che si sono viste da Lola Corre in poi. Analizzando il film, si nota sin da subito la sua storia molto complessa, in cui i protagonisti sono più personaggi che vengono a contatto attraverso momenti che segnano per sempre la loro vita.
In pieno inverno, tra le montagne bavaresi, Rebecca e Marco vivono in una baita di proprietà dell’amica Laura. René è un uomo che soffre di continui vuoti di memoria, lavora come proiezionista in un cinema locale. Un giorno quest’ultimo ruba la macchina di Marco e succede la disgrazia: ha un brutto incidente stradale in cui muore la figlia di Leo, colui che è al volante dell’altra vettura. René non ricorda nulla del coinvolgimento e inizia una storia sentimentale con Laura, Marco si mette alla ricerca del ladro della sua auto e Leo inizia a indagare sul conducente scomparso che gli ha ucciso la figlia.
Dalla storia si capisce come sia problematico ridurre i tempi per raccontare tutti gli avvenimenti e lo stato psicologico di tutti i personaggi. Tykwer ci riesce solamente in parte, poco aiutato anche dall’interpretazione degli attori non tutti all’altezza dei loro ruoli. Gli ultimi venti minuti ad ogni modo sono intensissimi che meritano di essere visti per le stupende immagini dall’alto, con inquadrature che solo il regista tedesco e pochi altri sanno fare.
Mai uscito in Italia!
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